Casa Leopardi apre al pubblico la camera e le stanze del poeta

A Recanati i discendenti inseriscono nella visita del palazzo l’appartamento privato e il giardino mai visitabili finora

La camera di Giacomo Leopardi nella casa di famiglia. Foto: Casa Leopardi

La camera di Giacomo Leopardi nella casa di famiglia. Foto: Casa Leopardi

redazione 18 giugno 2020
Il letto, il piccolo tavolo, la finestra sul giardino. La casa di Giacomo Leopardi a Recanati apre le stanze private del palazzo, dalla camera del poeta al giardino al salotto dove conversava con i familiari. La famiglia dei discendenti da oggi 18 giugno ha aperto per la prima volta al pubblico gli appartamenti privati, dopo 200 anni e dopo aver finito il restauro nel gennaio scorso, intitolando il percorso “Ove abitai fanciullo” in omaggio ai ricordi dell’autore dell’Infinito e del suo Zibaldone. Le sale dovevano inaugurarsi nel marzo scorso, la pandemia ha rinviato tutto.

L’itinerario comprende i saloni di rappresentanza, la galleria, il giardino delle Ricordanze e l’appartamento del poeta. Come ricorda la famiglia nella nota per la stampa, il poeta che Elio Germano ha ottimamente interpretato nel film “Il giovane favoloso” di Mario Martone dl 2014 così scriveva nelle “Ricordanze”:
“In queste sale antiche,
Al chiaror delle nevi, intorno a queste
Ampie finestre sibilando il vento,
Rimbombaro i sollazzi e le festose
Mie voci al tempo che l'acerbo, indegno
Mistero delle cose a noi si mostra
Pien di dolcezza; indelibata, intera
Il garzoncel, come inesperto amante,
La sua vita ingannevole vagheggia,
E celeste beltà fingendo ammira”.

Giacomo Leopardi lascerà per sempre Recanati nel 1830. Scrive Fabiana Cacciapuoti nelle note per i media: “Nella sua stanza Giacomo conosce la malinconia, dolce e adatta alla poesia oppure nera e barbara, prossima alla disperazione; o la scelta dell’isolamento tra le pareti della sua camera, dopo il fallimento della fuga del 1819. Tuttavia, in queste situazioni nasce la scrittura, in poesia e in prosa, perché è nel tempo sottratto all’azione e concentrato nello spazio di una stanza che si manifesta la riflessione che darà luogo alla scrittura filosofica, o che si alimenta l’immaginazione, centro dell’espressione poetica, molte volte legata al ricordo”.

Con le misure anti-Coronavirus, le sale e il giardino del percorso “Ove abitai fanciullo” si possono visitare dal martedì alla domenica solo su prenotazione chiamando il +39 339 2039459.

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