Luoghi proibiti: vietato sedersi a Trinità dei Monti. Sgarbi: «Scelta fascista»

Il provvedimento del Comune è un’ammissione di sconfitta sul vivere gli spazi urbani

Trinità dei Monti, Roma

Trinità dei Monti, Roma

redazione 8 agosto 2019

Le città vivono sempre più sui divieti anche dei luoghi pubblici. Su una delle scalinate più amate e riprese al mondo, quella di Trinità dei Monti che scende giù fino a piazza di Spagna a Roma, adesso è vietato sedersi, non solo bere, mangiare: scattano multe dai 160 ai 400 euro per chi trasgredisce su quei 135 gradini dichiarati patrimonio dell’Unesco. Lo stabilisce il nuovo regolamento di polizia urbana varato dal Campidoglio: a ridosso delle zone monumentali romane non ci si può sedere e il veto vale quindi per la scalinata inaugurata nel 1725 da Papa Benedetto XIII su cui turisti e generazioni di romani hanno posato le terga per riposare e guardare la città e far conoscenze.


Il divieto vuole impedire il degrado e salvare il decoro della città capitale. Ma se consumare cibo e bevande è già in vigore, anche il semplice sedersi senza nulla consumare se non la città con gli occhi diventa atto da multare. Con tanto di contravvensione. Ma qui la sindaca Virginia Raggi contravviene a una delle leggi non scritte delle città, l’uso tranquillo dei suoi cittadini e di chi ci passa.


È fuori discussione che esista il problema del consumo della città per troppo turismo, quando però sono le stesse città ad aver scelto di puntare troppo sul turismo. Altri centri d’arte, vedi Firenze, hanno tentato di arginare il fenomeno di chi siede sui gradini di chiese come il Duomo e Santa Croce e mangia e beve. Su Trinità dei Monti bivaccare e sporcare era già vietato, quindi bastava far rispettare le nuove regole già esistenti: adesso è vietato perfino sedersi.  È una dichiarazione di sconfitta del vivere civile e della città stessa, oltre del fatto che i vigili vigileranno sulla scalinata in una città dove lo spettacolo dell’immondizia spesso e volentieri è demoralizzante.

Indicativo al riguardo il commento dello storico dell’arte Vittorio Sgarbi lanciato dal Messaggero: «Va bene la tutela del monumento, ovviamente il fatto che non si possa mangiare sui marmi, ma il divieto di sedersi è davvero eccessivo. Mi sembra un provvedimento di stampo fascista che il Comune sarà costretto a rivedere. Perché da che mondo è mondo il viaggiatore di passaggio si siede sui gradini e si ferma ad ammirare il paesaggio».