Proteggere le persone, non i confini: Modena città di incontri

A novembre tre giorni per riflettere sulle migrazioni. Con esperienze personali e interventi di Prodi, Diamanti, Carlotta Sami, figure religiose. Più un "Abbecedario delle migrazioni" e un "pranzo dei popoli"

Migranti in Centro America

Migranti in Centro America

redazione 26 ottobre 2018

Thomas Casadei *


Si proteggono le persone, non i confini: proprio mentre migliaia di persone in Centro America fuggono da miseria e zone in mano alla criminalità e Trump schiera i militari, mentre in Italia, spinti dal governo, si vogliono alzare barriere politiche sempre più alte contro rifugiati, migranti e immigrati e il tasso del razzismo cresce, il principio di proteggere tutti gli esseri umani si riverbera e fa da fondamento al terzo Festival della Migrazione che si tiene a Modena da venerdì 9 a domenica 11 novembre.
Sotto la Ghirlandina, si susseguiranno incontri, seminari, spettacoli, mostre, film, discussioni libri e molti ospiti di rilievo: Julio Velasco, Paolo Ruffini, Marco Damilano, Romano Prodi, Carlotta Sami, Ilvo Diamanti, Claudia Lodesani, il cardinal Francesco Montenegro, monsignor Matteo Zuppi, Antonio Decaro, Pierfrancesco Majorino, monsignor Giancarlo Perego, Elisabetta Soglio, monsignor Erio Castellucci, Matteo Marani, Javier Ansuátegui Roig dell’Instituto de Derechos Humanos Bartolomé de las Casas dell’Università di Carlos III di Madrid: sono solo alcuni dei protagonisti della tre giorni che intende far incontrare e riflettere culture e persone.
Il calendario degli incontri, fitto e variegato, coinvolge studiosi, operatori, personalità del mondo accademico, ecclesiastico, associativo e culturale, di varia estrazione e con esperienze, personali e professionali, anche molto differenti. Questo è il valore aggiunto di un Festival intenzionalmente un po’ sui generis e decisamente controcorrente: si propone principalmente di promuovere una grande riflessione collettiva sull’evoluzione di un fenomeno – quello delle migrazioni – che appare sempre più osteggiato dallo ‘spirito del tempo’ e, al contempo, sempre più connaturato alle dinamiche del mondo contemporaneo.
“Proteggere le persone, non i confini” potrebbe essere, in estrema sintesi, l’occhiello o il fil rouge del Festival che si propone di illuminare a tutto tondo le sfide e le contraddizioni che attraversano il tema delle migrazioni: la tensione tra tutela delle frontiere e ius migrandi; la dicotomia tra le disposizioni di diritto positivo, a vari livelli, e le prassi concretamente realizzate da stati e istituzioni politiche; la difficile conciliazione tra le opposte esigenze di estensione della cittadinanza, da un lato, e quella di tutela dei diritti della ‘persona’, dall’altro. Questo solo per fare qualche esempio molto indicativo.
Il tema delle migrazioni, in altri termini, rappresenta oggi un terreno d’intersezione di molteplici nodi teorici, di varia natura, da quella filosofica a quella giuridica fino a quella politico-istituzionale, e investe la vita concreta delle comunità politiche su tutti i livelli, da quello più basilare corrispondente ai vari “mondi-della-vita” – delle città, delle metropoli, delle periferie e degli spazi urbani – a quello più elevato della politica, dei suoi luoghi di rappresentanza e (si sarebbe detto, un tempo) di “mediazione”.
Dalle due precedenti edizioni del Festival della Migrazione sono nate l’idea e l’esigenza di realizzare una riflessione scritta legata ai fenomeni migratori per individuare e affrontare problemi aperti, studiarne i fatti e i numeri, raccogliere testimonianze, informare, condividere le buone pratiche di accoglienza, inclusione e incontro, in un momento storico in cui, in Occidente, in Europa e in Italia, la politica (e una parte degli elettori) sembrano andare in una direzione piuttosto diversa, se non contraria.
Il “pranzo dei popoli”
Tra le novità di questa edizione il ‘pranzo dei popoli’ di sabato 10 novembre, con tante etnie che prepareranno un grande pranzo aperto a tutta la cittadinanza; il Laboratorio teatrale dei ‘Cantieri Meticci’ che diventerà uno spettacolo nel tardo pomeriggio di domenica 11 novembre; il laboratorio interattivo ‘Alle radici’ allestito ad hoc per gli studenti delle superiori dal 6 al 15 novembre nonché le testimonianze sempre in ambito scolastico di importanti protagonisti del mondo dello sport impegnati in progetti contro il razzismo e a sostegno delle buone pratiche di accoglienza, questo a segnare l’intento e la prospettiva di una manifestazione che intende parlare a tutti e tutte indicando una prospettiva radicalmente diversa rispetto a quella egemone nel senso comune rispetto ai temi dell’immigrazione.
L’Abbecedario delle migrazioni
Ad accompagnare il percorso di confronto anche il libro ‘Il diritto al viaggio. Abbecedario delle migrazioni’ edito dalla casa editrice Giappichelli (https://www.giappichelli.it/il-diritto-al-viaggio) che verrà presentato nel corso della tre giorni modenese. L’opera, curata da Luca Barbari e Francesco De Vanna, è la prima della nuova collana intitolata “Diritto e vulnerabilità – Studi e Ricerche del Crid", il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità diretto da Gianfrancesco Zanetti (www.crid.unimore.it).
L’evento è promosso da fondazione Migrantes, Associazione di volontariato Porta aperta onlus, IntegriaMo e Crid – Centro di Ricerca interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dell’Università di Modena e Reggio Emilia.


*Componente della Giunta del Crid. Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità UniMoRe


Il sito del festival


Il sito del Crid