Emiliani: salvate la Biblioteca nazionale di Roma

Il giornalista rivela: difficile fare fotocopie, gli indici di consultazione crollano, personale calato in misura drammatica. E il bar interno è durato solo un anno

La Biblioteca nazionale di Roma

La Biblioteca nazionale di Roma

redazione 3 luglio 2018

Alla Biblioteca nazionale di Roma, che è a Castro Pretorio con ingresso accanto alla fermata della metro, la situazione per chi la frequenta e vuole studiare su quei libri è drammatica. Lo scrive Vittorio Emiliani in un articolo uscito domenica 1° luglio sull’edizione romana di Repubblica.
Citando una “assidua frequentatrice” della Bncr, scrive Emiliani: "il servizio riproduzioni non funziona più, i tornelli del nuovo sistema di ingresso sono già fuori uso, tragicomicamente". L’esperto di beni culturali parla di “servizio di fotocopie” molto carente, dove è impossibile per studenti e studiosi fotografare pagine perché è vietato, “con indici di consultazione” che crollano. Infine, ciliegina sulla torta, il Bar Librò inaugurato dall’ex ministro dei beni culturali nel 2017 Dario Franceschini “è durato appena un anno” e ha già chiuso. E Claudio Meloni, coordinatore dell'Ap-Cgil, dice a Repubblica che “ora, la più grande Biblioteca Nazionale italiana non dispone neppure di un bar aziendale".


La Biblioteca, a scanso di malintesi, è dello Stato, del Ministero dei beni culturali come lo è la Nazionale di Firenze, non del Comune. L’istituto ha sette milioni di volumi, gli indici di consultazione (uno dei termometri della salute delle biblioteche) sarebbero precipitati dall’8% del 2002 al 4% del 2012 (ultimo dato Mibact), il personale è calato drammaticamente dai 324 del 2002 ai 241 del 2012 (meno 25,62 %)