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Gli storici dell’arte Giuliano Briganti e Roberto Longhi in dialogo

Due volumi editi da Archinto in ricordo dei due protagonisti del panorama artistico del Ventesimo secolo, tra lettere, scritti privati e dissensi

Giuliano Briganti e Roberto Longhi
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23 Febbraio 2022 - 16.47


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La casa editrice Archinto pubblica in contemporanea due volumi inediti che raccontano più di trent’anni di corrispondenza tra il maestro di Storia dell’Arte Roberto Longhi e il suo discepolo Giuliano Briganti, protagonisti assoluti dell’arte del Ventesimo secolo. 

A cura di Giovanni Agosti, “Roberto Longhi” (168 pagine, 18,00 euro) raccoglie gli scritti che Briganti ha dedicato al grande studioso, mentre“Incontri. Corrispondenza 1939-1969”, curato da Laura Laureati (208 pagine, 18,00 euro), contiene il carteggio completo Longhi-Briganti, ed indaga la sfera più privata ed intima del rapporto tra i due studiosi. 

Sullo sfondo del panorama artistico italiano del secondo Novecento, i testi raccolti nel primo titolo coprono l’arco temporale che corre dalla celebrazione di Longhi, nel 1955, sulle pagine della «Fiera letteraria», in cui Briganti festeggiava il maestro in compagnia di Cecchi, Toesca, Contini, Bassani, Bertolucci, Volpe, Pallucchini e Soldati, fino ai molti interventi pubblicati sulle pagine de La Repubblica, a cui Briganti ha dedicato decenni della sua attività, cercando di mettere a punto uno stile di informazione accessibile e chiaro. In questo campionario non manca una prova narrativa, in cui il ricorso al sogno è un altro modo per ricordare l’ombra del maestro.

Infine “Incontri” contiene il carteggio iniziato quando Roberto Longhi è un maturo professore universitario già molto noto, e Giuliano Briganti un giovane studente. Il primo documento è un telegramma dell’agosto 1939. L’ultimo, datato 2 aprile 1969, è una lettera di Longhi, ormai ottantenne e vicino alla morte (3 giugno 1970), inviata al figlio del compagno di gioventù. 

Come ricorda Maurizio Cecchetti in un articolo sul quotidiano Avvenire, i due volumi di Archinto sono preziosi in particolare per il lascito storico, culturale ed educativo di Longhi: “per esempio nel sollecitare l’impegno delle istituzioni per recuperare e tutelare le opere d’arte all’indomani dell’ultimo conflitto quando nella Lettera sull’arte pubblicata sul “Cosmopolita”, rivista diretta da Briganti, invita gli storici dell’arte a un “esame di coscienza” verso le loro responsabilità. Una esortazione all’impegno civile, che Longhi non separa dalla divulgazione popolare quando pensa a un libro con «il racconto dell’arte italiana a centomila copie”.

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