Con un bambino e i suoi animali, Charlie Mackesy conquista le librerie del mondo

"Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo": un racconto illustrato, con bellissimi acquerelli, che riecheggia la storia del "Piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry

Immagine tratta da “Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo” di Charlie Mackesy

Immagine tratta da “Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo” di Charlie Mackesy

Redazione 8 dicembre 2020

di Manuela Ballo


Leggere un libro, succhiarne il nettare e poi partorirne un altro, tutto tuo, perdendo pagina dopo pagina ogni traccia di quell'ispirazione che avevi avuto. E così "Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo" acquisiscono una loro fisionomia: ritratti di vivaci e teneri acquerelli, parole che incantano il giovane lettore o la ragazza in cerca di una nuova fiaba. Ecco cosa rende un racconto per bambini un caso editoriale nel volgere di poco, anzi pochissimo tempo.  È quello che è accaduto a Charlie Mackesy: milioni di copie del suo libro vendute nelle grandi metropoli e nelle librerie dei piccoli borghi.
C'è chi,in quella storia dai sentimenti nitidi, molto legata ai temi dell'ambiente, vede gli archetipi di una favola contemporanea; c'è chi, con occhi più aguzzi intravede, in lontananza, i protagonisti di una favola che ha marcato la storia della letteratura moderna, “Il piccolo principe”. Il nettare succhiato per questa nuova creazione.  


Sia come sia, la pubblicazione de “Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo” (Salani, pgg. 128, euro 15,60) scritto e illustrato dall'inglese Charlie Mackesy è il caso editoriale che ci accompagna nella stagione della pandemia. Il libro, naturalmente, è subito entrato nella top-ten della narrativa per ragazzi.
La storia, se così vogliamo chiamarla, è molto semplice. I protagonisti sono un bambino, di cui non si conosce il nome; una talpa vogliosa di conoscere il mondo e perciò vogliosa di vedere il mondo che la circonda e che per far questo deve abbandonare la sua tana stretta e buia; una volpe bella ed elegante e al contempo, però, schiva e silenziosa; un cavallo forzuto, infine, che deve caricarsi sulle spalle il destino degli altri protagonisti. Assieme, i quattro esplorano il mondo, si fanno domande, attraversano la tempesta e, infine, imparano cos'è l'amore.


Testo e immagini si compenetrano, come nei classici di letteratura per ragazzi.  Da leggere e sfogliare: una pagina aperta a caso in qualsiasi ora del giorno e della sera; da leggere o farsi leggere, magari dal nonno, prima di addormentarsi; da scoprire o da scarabocchiare e farci le orecchie o coprirlo di ditate. Un libro da usare, insomma. I suoi protagonisti sono tutti diversi fra loro, come noi, e ciascuno ha le sue debolezze. Le loro avventure si svolgono in primavera, quando un attimo prima cade la neve e l’attimo dopo splende il sole, e anche la vita è un po’ così. Muta in un lampo.


Scorrendo le pagine del libro si intravede qualcosa di familiare, la storia ricorda per molti aspetti quella del “Le petite prince” scritta e illustrata da Antoine de Saint-Exupéry. Così il bambino richiama il principino dai capelli color grano, pieno di entusiasmo, di voglia di sapere e animato da una grande curiosità. Si potrebbe pensare ad un plagio, tema che riguarda la letteratura fin dai tempi più antichi. Basterebbe, per fare esemplificazioni, riferirsi alle lamentazioni di Cervantes che aveva assai in astio un concorrente meno noto, un certo Avellaneda, che si era permesso di raccontare, in un secondo libro, il seguito delle avventure del suo Don Chisciotte, eravamo all'inizio del Seicento. O rifarsi alle più vicine annotazioni di Calvino sull'autore che, per scrivere, ha bisogno dell'esistenza di un altro autore.


Scansando queste dispute c'è da notare che, sicuramente, la storia di Mackesy richiama alcuni personaggi già raccontati da Saint- Exupéry. Anche se la struttura è simile, però, la sua storia procede in autonomia con una serie di domande sul senso della vita, in grado di scaldare il cuore di grandi e piccini. Così il bambino, capisce che la talpa fatica a dire tre semplici parole ti voglio bene, tuttavia sa anche che esistono modi alternativi per dirle senza effettivamente pronunciarle, perché ci sono modi diversi di denominare l’amore e l’affetto, e perché ognuno è fatto a modo suo e questo il bambino lo sa.  Difatti, Ognuno è speciale e offre al mondo, agli altri, la sua unicità, irripetibile e importante. È un messaggio potente, per adulti e bambini, per tutti. Un libro da aprire a caso per lasciarsi ispirare, confortare, per sorridere ed emozionarsi, da riempire, come dice l’autore, con tutto il proprio bagaglio emotivo, da donare e donarsi.