Il prestigioso Premio Pascoli alla carriera verrà conferito al cantautore Paolo Conte. A stabilirlo è stata la giuria del premio, promosso dall’associazione Sammauroindustria, che riunisce l’imprenditoria del paese natale dello scrittore Giovanni Pascoli.
Il Premio alla carriera viene assegnato, secondo il giudizio della giuria, a personaggi che si sono distinti nei diversi settori dell’arte a livello internazionale e che hanno contribuito, attraverso la loro attività, a mantenere viva l’attenzione sulla figura e sull’opera del poeta di San Mauro di Romagna, oggi San Mauro Pascoli, denominato così in suo onore.
La giuria del Premio Pascoli è composta da cinque esperti e studiosi di letteratura: Daniela Baroncini, dell’Università di Bologna e presidente dell’Accademia Pascoliana, nonché presidente della giuria del premio; Franco Brevini, delle Università di Bergamo e Milano; Gualtiero De Santi, dell’Università di Urbino; Gianfranco Miro Gori, saggista e poeta; e Piero Meldini, scrittore.
Nelle precedenti edizioni, il premio è stato assegnato a Mario Luzi, Giovanni Giudici, Yves Bonnefoy, Adonis e Pupi Avati, premiato nell’ottobre 2024. Oltre al riconoscimento alla carriera, il Premio Pascoli, giunto alla sua 21ª edizione, ospita anche una sezione dedicata alle opere edite in lingua e una dedicata alle opere in dialetto. La partecipazione è gratuita.
I vincitori di quest’anno verranno resi noti nei prossimi giorni.
Paolo Conte è un grande estimatore del poeta Giovanni Pascoli. Infatti, come riportato da Adnkronos in un’intervista rilasciata al «Corriere della Sera», il cantautore ha dichiarato: «Ho amato Hemingway, Simenon, ma soprattutto Pascoli». Inoltre, al critico Alberto Sinigaglia ha rivelato che, quando scrive i testi delle sue canzoni, ha in mente il ritmo del poeta.
Come si legge nella motivazione del premio, la musica di Conte si caratterizza per «le rime eleganti e insolite, costruite su un repertorio eterogeneo e inusitato di termini, alieni al panorama della canzone italiana, e dalle inattese contiguità fonetiche: forestierismi, forme dialettali, voci rare, allusioni e “frizioni” semantiche, apparenti nonsense, sono parte di quel lessico contiano che accentua l’effetto straniante ed evocativo, frutto di un personalissimo gusto poetico e di una sensibile interpretazione di un ricco campionario di umanità».
La motivazione prosegue con un riferimento diretto a Giovanni Pascoli: «Come Giovanni Pascoli, “scopre” invisibili corrispondenze e restituisce all’ordinario una nuova e sorprendente veste; come il poeta, Conte scava sotto la superficie, gratta “via un poco di scabro” e rivela l’essenziale. Con un lessico franco e un ritmo potente, i versi del Maestro costituiscono un vero e proprio corpus poetico, espressione di un approccio linguistico e letterario peculiare, schietto e autentico».