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La moneta che vide l'invasione Cartagine in Sicilia

Un artefatto ritrovato ad Agrigento che rappresenta un importante spaccato della storia della trinacria

La moneta che vide l'invasione Cartagine in Sicilia
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redazione Modifica articolo

8 Agosto 2026 - 17.12


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La Soprintendenza di Agrigento, organizzando uno scavo per il recupero di una tomba a cappuccina, realizzata con tegole e risalente all’età greca, ha rinvenuto una moneta d’oro di grande importanza e di notevole rilievo storico e numismatico, nella duna di Maddalusa, a ovest della foce del fiume Akràgas.

Questa scoperta costituisce una testimonianza dell’esistenza di una necropoli utilizzata fin dai primi decenni di vita della città di Akràgas, nel primo quarto del VI secolo a.C. Attraverso ricerche, scavi e approfondimenti, i ricercatori hanno potuto definirne l’estensione, che si sviluppa per oltre tre chilometri lungo la fascia costiera e interessa la parte centrale e occidentale della collinetta.

Secondo quanto riportato dall’AGI, l’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, ha affermato: «Questo ritrovamento testimonia l’importanza della ricerca archeologica sul territorio e il valore delle attività di tutela, confermando come il patrimonio archeologico continui a offrire nuovi contributi alla conoscenza della complessa storia di Akràgas, una delle più ricche e celebrate città greche della Sicilia e del Mediterraneo antico».

Da Maddalusa provengono sarcofagi di notevole valore, realizzati in marmo e calcarenite, tombe a cassa costruite con tegole e lastre di pietra, oltre a sepolture entro vasi, sia a incinerazione sia a inumazione, anche di bambini. Una parte di questi reperti è oggi esposta al Museo Archeologico Regionale «Pietro Griffo» di Agrigento.

La necropoli è stata utilizzata fino alla fine del V secolo a.C., lo stesso periodo a cui risale la moneta rinvenuta.

Sulla moneta è raffigurata, al diritto, la testa di Eracle rivolta verso sinistra, con il capo coperto dalla leontè, ovvero la pelle del leone di Nemea, l’animale invulnerabile sconfitto da Eracle durante la sua prima fatica. Al rovescio è presente un quadrato incuso quadripartito, con al centro una piccola testa femminile e la legenda «Syra», riferita a Siracusa.

Il ritrovamento è particolarmente importante perché, oltre a trattarsi di un esemplare raro, rappresenta un periodo storico ben definito: l’invasione cartaginese della Sicilia alla fine del V secolo a.C. Siracusa, che era alleata di Akràgas, coniò numerose monete per sostenere le operazioni militari.

Proprio questa moneta rappresenta una testimonianza di quel periodo storico che sconvolse la Sicilia greca e che culminò con la conquista di Akràgas da parte dei Cartaginesi nel 406 a.C.

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