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Snapchat, il Louvre e l’AI: le nuove frontiere dell’esperienza artistica

Una collaborazione senz’altro inaspettata quella tra l’app di messaggistica celebre per i filtri e uno dei musei più grandi del mondo ma il progetto  'The Incredible Unknowns of the Louvre' spinge ancora più avanti i limiti della fruizione dell’arte.

Snapchat, il Louvre e l’AI: le nuove frontiere dell’esperienza artistica
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21 Febbraio 2026 - 14.43


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Dopo la sperimentazione del 2023, la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale diventano strumenti a sostegno delle opere che integrano il percorso ordinario del museo. Sei opere tra le più famose sono state dotate di un qr code dal quale si accede a contenuti multimediali che approfondiscono i colori perduti, le tecniche, i significati nascosti e dettagli oggi invisibili a occhio nudo. Le integrazioni sono frutto del lavoro rigoroso dell’AR Studio di Parigi di Snap in collaborazione con i curatori del Museo del Louvre, sulla base dello studio di materiali d’archivio e riferimenti scientifici.

“Con ‘The Incredible Unknowns of the Louvre’ la realtà aumentata diventa uno strumento di mediazione a tutti gli effetti: ci consente di rivelare ciò che il tempo ha cancellato – colori, gesti, tecniche – rispettando al contempo l’integrità scientifica delle opere. All’Ar Studio di Parigi la nostra ambizione è supportare le istituzioni culturali inventando nuove forme di condivisione della conoscenza, affinché ogni visitatore possa connettersi in maniera sensibile e contemporanea con questi capolavori” ha affermato Antoine Gilbert, manager dell’AR Studio di Parigi di Snap. “Per rendere il nostro patrimonio condiviso ancora più accessibile, dobbiamo saper essere visionari e questa collaborazione con Snapchat rispecchia pienamente questa ambizione. Mettendo in relazione capolavori millenari con le tecnologie più innovative, il museo afferma un approccio audace, responsabile e immediato alla trasmissione culturale” ha aggiunto Gautier Verbeke, director of Audience Development and Public Engagement del Museo del Louvre.

Tra le sei opere protagoniste di questo progetto figurano il Codice di Hammurabi, fra le più antiche raccolte di leggi scritte di cui siamo a conoscenza, celebre per la “legge del taglione” nota anche come “occhio per occhio, dente per dente” dove l’approfondimento si pone come guida nella decifrazione del testo. Del Busto di Akhenaten, colossale scultura che rappresenta il faraone Akhenaton, e della Kore di Samos, statua votiva in marmo dedicata alla dea Era, si mostrano i colori originari e si ipotizza l’aspetto integro. I contenuti digitali rivelano invece i messaggi nascosti nel Ritratto di Anna of Cleves di Hans Holbein il Giovane. I Quattro Prigionieri ricostruiscono l’aspetto dell’opera di Martin Desjardins andata distrutta durante la Rivoluzione francese: quattro figure in bronzo, originariamente collocate intorno al piedistallo della statua di Luigi XIV in Place des Victoires a Parigi, oggi esposte al Louvre nella Cour Puget. Con le Figurine Rustiche di Bernard Palissy, animali e dettagli prendono vita sullo schermo, valorizzando il realismo dell’artista rinascimentale.

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