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Una petizione per riportare a casa la Stele di Rosetta

In migliaia hanno già aderito all’appello per rimpatriare la grande lastra in granito nero con iscrizioni dello stesso testo in geroglifici, demotico e greco antico, il cui ritrovamento ha gettato gran luce sull’Egitto dei faraoni

Una petizione per riportare a casa la Stele di Rosetta
Stele di Rosetta

redazione Modifica articolo

3 Dicembre 2022 - 18.02


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Duecento anni dopo dalla decifrazione della sua iscrizione, alcuni famosi archeologi egiziani hanno rinnovato il loro appello per la restituzione all’Egitto della Stele di Rosetta, conservata dal 1802 al British Museum di Londra, il più importante museo inglese.

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La notizia è trapelata sul web e il sito Middle East Online ha svelato che la petizione lanciata online ha già raccolto circa duemilacinquecento firme. Il preside ad interim del College of Archaeology and Cultural Heritage di Assuan, Monica Hanna, ha dichiarato che l’obiettivo è «spiegare agli egiziani cosa è stato loro sottratto».

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La Stele di Rosetta è considerata la lastra di pietra più famosa della storia e, grazie ad essa, nel 1822 l’archeologo francese Jean-François Champollion riuscì a decifrare i geroglifici degli antichi egizi, segnando la nascita dell’egittologia.

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Si tratta di un reperto storico che risale al 196 a.C. e fu rinvenuto nel 1799 dai soldati dell’esercito napoleonico nel nord dell’Egitto. Dopo la sconfitta di Bonaparte, come previsto dal Trattato di Alessandria del 1801, divenne proprietà britannica e fu spedito in Gran Bretagna.

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