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L'opera-performance che per la prima volta porta la lirica su una barca in movimento

È Fitzcarraldo l'opera lirica che sarà realizzata su un battello lungo il fiume Tevere

L'opera-performance che per la prima volta porta la lirica su una barca in movimento

redazione Modifica articolo

14 Settembre 2022 - 12.49


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Sarà la Città Eterna a fare da suggestiva cornice alla prima opera-performance che porterà la lirica a bordo di un battello in movimento sul Tevere, in assonanza con la trama del celebre film che racconta di un barcone trasportato su una montagna dal protagonista animato dal sogno di costruire un grande teatro d’opera in un villaggio nel cuore dell’Amazzonia. Si tratta di Fitzcarraldo, peraltro a 40 anni esatti dall’uscita della pellicola di Werner Herzog.

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Il progetto di Fabio Morgan per E45, composto da Francesco Leineri su libretto di Andrea Carvelli e realizzato in collaborazione con l’Opera di Roma, viene presentato in prima assoluta il 16 settembre con repliche il 17 e il 18. Come spiegano gli ideatori, l’opera ha per protagonista proprio Roma e racconta l’apocalisse della città tra le rovine del passato e la decadenza del presente ma che, attraverso il protagonista Fitzcarraldo, disegna un possibile orizzonte di salvezza.

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Il palcoscenico sul fiume si muoverà tra l’Isola Tiberina a Castel Sant’Angelo. Il protagonista Fitzcarraldo, interpretato dal baritono Giorgio Celenza, attraversa il Tevere con la sua compagnia d’arte composta dalla prima attrice (la soprano Clara La Licata), dall’attore – il tenore Antonio Sapio – e dall’aiuto regista, interpretato dal basso Yuri Guerra. Con loro l’ensemble Musica Necessaria, composto dallo stesso Francesco Leineri, Fabio Cuozzo alle percussioni e Luigi Ginesti al corno francese, la voce fuori campo del controtenore Antonello Dorico e quindici giovani della Cantoria del Teatro dell’Opera.

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L’iniziativa nasce dall’idea di Fabio Morgan impegnato dal 2017 con La Città Ideale, festival diffuso che anima strade, piazze, luoghi inconsueti e parchi di Roma. «Realizzare questo progetto – dice Morgan – è stato come spostare una montagna. La nostra città può trovare un nuovo respiro e il Tevere può essere una delle fonti vitali e creative da cui poter ricostruire nuovi percorsi». L’organico strumentale è un’ideale buca d’orchestra di un contemporaneo post-apocalittico: synth, controller e computer, strumenti a percussione, corno francese. La vocalità va dal parlato ad un’estrema cantabilità, la forma è un flusso di musica costante, dai contorni sfumati e nebbiosi, come in un lungo sogno. Il libretto di Andrea Carvelli è strutturato in linea con le forme metriche della tradizione classica operistica.

«È diviso in cinque scene introdotte dal coro che in metro dantesco supporta tutta l’opera descrivendo, durante il percorso del battello, alcuni luoghi di Roma come fosse una guida turistica in visita sulle rovine di un mondo decaduto. Le arie, le ariette e le canzoni raccontano le prove di uno spettacolo lirico che, terminato il viaggio, può essere rappresentato soltanto nella vita». Per Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera, Fitzcarraldo – Opera Performance su Battello rappresenta «una delle progettualità alternative che si propongono di portare Roma al centro del dibattito culturale contemporaneo» ed è l’occasione per esplorare le potenzialità del Tevere «come via di una possibile narrazione della città».

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L’ingresso è libero su prenotazione obbligatoria, con accesso del pubblico venti minuti prima di ogni spettacolo da Lungotevere degli Anguillari di fronte a Piazza Gioacchino Belli.

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