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Rinvenuti nuovi confini dell’agorà a Selinunte

Una nuova scoperta archeologica che fa luce sul luogo preciso dove sorgeva l’antica Selinus, ma anche il ritrovamento di alcuni oggetti preziosi che testimoniano appieno la magnificenza della città in età arcaica

Rinvenuti nuovi confini dell’agorà a Selinunte

redazione

23 Luglio 2022 - 20.32


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Scoperta a Selinunte l’agorà più grande del mondo antico. Si tratta di un’area di quasi trentatremila metri quadrati di forma vagamente trapezoidale, emersa grazie all’ultima campagna di scavi nel parco archeologico siciliano guidata da Clemente Marconi, con la collaborazione dell’Institute of Fine Arts della New York University e dell’Università degli Studi di Milano con la squadra dell’Istituto Archeologico Germanico.

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Dopo circa due anni a ritmi lenti causa la pandemia, nel mese di giugno gli scavi sono ripresi a pieno regime e i risultati non sono tardati ad arrivare. La scoperta più rilevante da un punto di vista storico è avvenuta sotto le fondazioni del tempio A: una faglia d’acqua, che testimonia il punto esatto in cui i primi coloni greci si insediarono dando vita all’antica Selinus.

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Sono stati ritrovati anche due oggetti molto remoti: un amuleto in blu egizio a forma di falco (con datazione fine VII secolo a.C.), immagine del dio del cielo Horo, e una raffinata statuina in avorio che raffigura una sirena, rinvenuta già nel 2017 in piccoli frammenti e ricostruita in laboratorio nell’arco degli scorsi mesi.

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Molto emozionato e soddisfatto per le nuove scoperte lo stesso archeologo Marconi, che ha sottolineato ancora una volta che si tratta di: «risultati della massima importanza per la conoscenza di Selinunte in età arcaica e classica». Ha poi illustrato la preziosità della sirena in avorio, spiegando che «racconta la ricchezza raggiunta dalla città nel VI secolo a.C.».

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