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Un sabato etrusco nella campagna scoprendo tesori

A Sarteano una tomba raffigurante una quadriga infernale. Le pitture rappresentano stupefacenti figure risalenti al IV secolo avanti Cristo.

Un sabato etrusco nella campagna scoprendo tesori
Tomba della quadriga infernale

redazione

13 Giugno 2022 - 10.13


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di Sonia Boldrini

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C’è un tesoro prezioso nella campagna senese, a Sarteano: una tomba etrusca dipinta, con colori vivacissimi e figure stupefacenti. Conosciuta come Tomba della quadriga infernale, si tratta di una scoperta recente nel mondo dell’archeologia, essendo stata riportata alla luce nell’ottobre del 2003 nella vasta zona della necropoli etrusca delle Pianacce, poco fuori dal paese di Sarteano, nel sud della provincia di Siena.

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Le pitture, risalenti alla seconda metà del IV sec. a. C. e di scuola orvietana, hanno potuto mantenere i loro bellissimi colori grazie al fatto di essere rimaste a lungo interrate e alle particolari condizioni climatiche della tomba. È per questo che la si può visitare solamente in piccoli gruppi, su prenotazione, un solo giorno a settimana, il sabato. La visita guidata, molto piacevole e interessante, è assicurata da personale preparato, curioso e competente, in italiano, inglese, tedesco.

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L’esperienza, essendo il gruppo che entra nella tomba così piccolo, è piacevolmente intima: siete voi e il serpente a tre teste, voi e la quadriga infernale che è dipinta sulla parete del corridoio di ingresso in direzione uscita. Charon, l’accompagnatore delle anime verso l’aldilà con il nome così simile al collega greco Caronte, ha già fatto il suo lavoro e se ne torna indietro con la sua quadriga trainata da leoni e grifoni. Una nuvola nera avvolge gli animali, unendosi al rosso che ricorre in tutte le figure. Il demone ha l’aria inquietante e al tempo stesso affascinante, con la sua rossa chioma e la zanna animalesca. È una raffigurazione unica questa, mai in altre tombe si può osservare il demone alla guida di un carro. Eccezionale, nell’arte etrusca, anche il gesto affettuoso che poco più in là si scambiano le due figure maschili raffigurate sul tradizionale lettino (kline) a banchetto nell’Ade.

Si tratta, forse, di un padre e un figlio, a cui farebbe pensare l’evidente differenza di età, o di due amanti. Pronto a versare loro il vino, filtrandolo come usavano fare etruschi e romani, un servitore con il colino, stranamente, per l’epoca etrusca, biondo. Intorno, sopra e sotto alle scene raffigurate, corrono fregi con delfini che si gettano nelle acque, greche e volute varie, oltre alla cornice di una porta dorica.

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Poco più in là vi aspettano lo spaventoso serpente a tre teste e l’ippocampo, figure ricorrenti nell’arte funeraria etrusca. Il serpente deve aver colpito anche qualche creativo della maison Gucci, che lo ha riproposto, identico o quasi, in abito e giacca creati per la cerimonia dei Grammy Awards di Los Angeles nel 2017. Il che andrebbe pure bene e potrebbe rivelarsi utile se si riconoscesse l’idea originale agli etruschi e a chi ha operato per la scoperta e la conservazione del prezioso patrimonio.

In paese un interessante piccolo museo etrusco, aperto da aprile a ottobre tutti i giorni tranne il lunedì, conserva alcuni reperti trovati nelle tombe, ne racconta la storia e consente di ammirare tutti i giorni dell’anno, non solo il sabato, una riproduzione dell’incredibile pittura della Tomba della quadriga infernale. Ma, credeteci, la discesa in questo al di qua magnificamente dipinto va fatta di persona. Anche approfittando, di questi tempi, degli alberi di ciliegie che circondano il piccolo parcheggio.

clicca qui per il sito del museo

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