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All’Accademia di Santa Cecilia, la Messa di Gloria di Puccini diretta da Antonio Pappano

Dal 21 al 23 aprile 2022, il direttore d’orchestra Antonio Pappano dirigerà non solo l’opera di Puccini, ma anche ealcuni brani di Ponchielli e De Sabata. Sarà accompagnato dal tenore Saimir Pirgu e dal baritono Mattia Olivieri

All’Accademia di Santa Cecilia, la Messa di Gloria di Puccini diretta da Antonio Pappano
Il direttore Antonio Pappano

redazione Modifica articolo

19 Aprile 2022 - 14.58


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Antonio Pappano salirà sul podio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per dirigere la nuova stagione sinfonica: il 21, 22 e 23 aprile 2022 all’Auditorium Parco della Musica di Roma è prevista la Messa di Gloria di Giacomo Puccini, in una serata completata da brani di Ponchielli e De Sabata.

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Ad aprire il concerto sarà la composizione sacra scritta nel 1880 dal giovane Giacomo Puccini al termine del suo periodo di studi a Lucca: la Messa di Gloria per soli, coro e orchestra, riscoperta soltanto negli anni Cinquanta del Novecento.  La breve composizione venne diretta per la prima volta da Riccardo Muti nel 1980 a Filadelfia e molto probabilmente fu composta per un’occasione commemorativa, dopo il 1879, per la morte di Richard Wagner che Ponchielli ammirava in modo particolare.

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 Il direttore Pappano, che nel 2001 ha inciso la composizione su disco, avrà accanto due star del canto: Saimir Pirgu come tenore e il baritono Mattia Olivieri. Il primo è stato scoperto e lanciato giovanissimo da Claudio Abbado e oggi acclamato sui palcoscenici internazionali più prestigiosi, mentre il secondo si è recentemente esibito a Santa Cecilia nella trionfale Turandot diretta da sempre da Antonio Pappano e incisa per Warner Classics. Il concerto del 21 aprile inizierà alle 19:30, seguiranno nei giorni successivi delle repliche nello specifico il 22 aprile alle 20:30 e il 23 alle 18:00.

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l’Orchestra di Santa Cecilia per concludere il concerto interpreterà il primo poema sinfonico Juventus del direttore e compositore triestino Victor De Sabata, di cui ricorrono i 130 anni dalla nascita. La composizione, scritta nel 1919, è un inno alla giovinezza e fu diretta a Santa Cecilia dallo stesso De Sabata nel 1921 e nel 1928. Tra i maggiori direttori della prima metà del Novecento, De Sabata è salito sul podio delle migliori orchestre del mondo tra cui Berlino, Vienna, Londra, Bayreuth, New York.

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