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Una nuova vita per il Cretto di Burri

La decisione del governo regionale siciliano di intraprendere un primo passo significativo verso la riscoperta artistica di un’area suggestiva, partendo dalla messa in sicurezza dei ruderi che esercitano un forte richiamo cinematografico

Una nuova vita per il Cretto di Burri
Una veduta dall'alto dell'installazione artistica di Alberto Burri
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redazione Modifica articolo

9 Aprile 2022 - 18.45


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Ieri pomeriggio a Palazzo Orléans il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e l’architetto Mario Cucinella hanno presentato il progetto per la riqualificazione dell’area limitrofa al Cretto di Burri. L’idea è di creare un nuovo spazio culturale per tutti i visitatori della Valle del Belice che desiderano immergersi nella suggestiva esperienza dell’architettura contemporanea.

Il Cretto di Burri è la più grande produzione artistica di land art italiana e si trova nel territorio dove una volta sorgeva la città vecchia di Gibellina, un piccolo comune sul versante occidentale della Sicilia che è stato completamente raso al suolo dal terremoto del 1968. La particolarità di quest’opera, realizzata da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989, consiste nell’intervento diretto dell’artista sulla natura, in luoghi incontaminati come le meravigliose colline della zona.

La riqualificazione prevede un cospicuo investimento di circa 17 milioni di euro. L’obiettivo espresso dallo stesso Musumeci è piuttosto evidente: «Ridiamo nuova vita al Cretto di Burri, affinché diventi il cuore di una vasta rete culturale che dovrà coinvolgere tutti i Comuni della Valle. Da troppo tempo il dopo-terremoto continua a pesare su questi centri, ancora in attesa di chiudere la stagione della ricostruzione».

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