Perù, linee di Nazca: scoperto il geoglifo di un gatto gigante lungo 37 metri

Secondo l'archeologa Johny Isla, responsabile delle linee peruviane, il geoglifo è databile tra il 500 a.C e il 200 d.C, verso la fine dell'era Paracas

Il geoglifo del gatto

Il geoglifo del gatto

redazione 20 ottobre 2020
Un grosso gatto sornione, dalle linee semplici, quasi come se fossero state disegnate da un bambino, è spuntato per caso e ora si staglia nella sua lunghezza, di ben 37 metri sul deserto di Nasca, nel Perù Meridionale. Rinvenuto mentre erano in corso i lavori di ristrutturazione del sito archeologico, alla vista appare come il semplice disegno di un gatto, ma in realtà è solamente l’ultima insolita scoperta sulle linee geoglifi di Nazca, che sono state tracciate con le pietre durante un periodo di oltre 700 anni e sono oggi patrimonio dell’umanità, un bene protetto dell'Unesco dal 1994.


"La figura del gatto di 37 metri era appena visibile e stava scomparendo poiché si trova su un terreno in forte pendenza, soggetto all'erosione naturale" ha riferito il ministero della Cultura, spiegando di aver lavorato per intere settimane per riuscire a ripulire e conservare il nuovo geoglifo. In tutta l'area dell'altopiano tra le città di Nazca e Palpa, che si estende per 80 km nel Sud del Paese, sono presenti numerosi geoglifi, tutti realizzati tra il 200 a.C. e il 600 d.C., che coprono una distanza totale di 50 chilometri.

"Ci stupiamo di trovare ancora nuovi disegni. Sappiamo che ne esistono altri ancora. Negli ultimi anni i droni ci hanno permesso di scattare foto delle colline", ha precisato Johny Isla, archeologa responsabile delle linee peruviane. Secondo lei, il gatto in questione può essere datato tra il 500 a.C. e il 200 d.C., alla fine dell'era Paracas. La prima di queste grandi figure visibili solo da una certa altezza era stata individuata nel 1927 e da allora, ciclicamente gli archeologici identificano dall'alto piante e animali delineati sul terreno sabbioso.