Colosseo, Uffizi (con Pitti) e Pompei sul podio. La classifica dei musei statali nel 2019

Il ministero dei beni culturali diffonde la top 30 e i visitatori totali: 55 milioni. Crescono Matera e Urbino. «La domenica più persone che allo stadio». La classifica

Il Colosseo. Foto Ste. Mi.

Il Colosseo. Foto Ste. Mi.

redazione 25 gennaio 2020
Nel 2019 i 472 musei e siti archeologici dello Stato hanno richiamato circa 55 milioni di visitatori. Nel 2018 il totale aveva superato quota 55. Colosseo, Uffizi (con Palazzo Pitti) a Firenze e Pompei occupano il podio dei primi tre. Lazio, Campania, Toscana, Piemonte e Lombardia sono, nell’ordine, le regioni più visitate. Il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo pubblica i dati sull’anno scorso, sulla somma complessiva parla di un numero di assestamento «dopo anni di continua crescita a doppia cifra» e snocciola la classifica generale dei primi trenta posti.

Tra le ragioni della mancata crescita, il ministero indica il lungo periodo di maltempo «nell’autunno 2018 e la primavera 2019» (ma anche nell’autunno 2019 il tempo è stato spesso brutto) che avrebbe sottratto molti visitatori ai parchi monumentali ai giardini storici come il Real Bosco di Capodimonte a Napoli (ha dovuto anche chiudere per ragioni di sicurezza). Il Mibact rileva invece come le domeniche a ingresso gratuito nei musei da quando sono partite, nel luglio 2014, e poi riprese dopo il ritorno di Dario Franceschini a ministro abbiano totalizzato 17 milioni di persone solo nelle raccolte statali, senza considerare quelle civiche, superando una domenica di calcio di Serie A.

«Complessivamente nei primi trenta musei e parchi archeologici statali sono entrati nel 2019 quasi 30 milioni di visitatori (circa 700mila ingressi in più rispetto al 2018 con un incremento del 2,4%) che rappresentano più della metà dei visitatori dell’intero sistema museale statale». La notizia ha una doppia lettura: bene che i visitatori restino ad alti livelli ma andrebbero favoriti con più forza i musei fuori dal circuito più battuto, quelli dei vari poli museali. Non a caso dal ministero stesso segnalano come i musei della Basilicata, pur assenti dalle prime trenta posizioni, abbiano avuto circa 50mila ingressi in più «con un tasso di incremento prossimo al 20% tanto da poter parlare di un vero e proprio “Effetto Matera” capitale europea della cultura nei principali luoghi della cultura lucani».

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Sul podio si piazzano sempre il Colosseo, con oltre 7,5 milioni di visitatori, le Gallerie degli Uffizi, con quasi 4,4 milioni di ingressi, e Pompei, con circa 4 milioni di presenze». E qui occorre una chiosa: i 4,391mila ingressi alla Galleria fiorentina con Botticelli e Leonardo comprendono anche quelli dei musei di Palazzo Pitti per cui la dizione istituzionale può dare adito a fraintendimenti, non tutti quei visitatori entrano agli Uffizi anche perché non il museo non ne avrebbe lo spazio fisico. Pompei, segnala il Mibact, è cresciuto di 160mila visitatori. La direzione di Massimo Osanna, confermato nella primavera scorsa, continua a funzionare.

Come dati più eclatanti la sede del Collegio Romano evidenzia la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino. Grazie anche alla mostra su “Raffaello e i suoi amici” appena chiusa «con circa 70mila biglietti in più rispetto ai quasi 195mila del 2018 segna un +36,8%, sale di sette posizioni e entra al ventiseiesimo posto nella top 30, dove mancava dal 2012. A seguire – prosegue la nota del ministero - una crescita significativa dei musei napoletani, capeggiata dal Museo di Capodimonte, che aumenta del 34,2% i visitatori e con quasi 253mila ingressi scala quattro posizioni in classifica e entra nella Top 30. Significative affermazioni anche per Castel Sant’Elmo, che passa da quasi 225mila a 267mila visitatori salendo dal trentesimo al ventisettesimo posto con un +18,7%, e per Palazzo Reale, che con una crescita di visitatori dell’11% arriva a oltre 270mila biglietti staccati che valgono il venticinquesimo posto in classifica, due posizioni in più rispetto all’anno scorso».
Ancora: «Bene in termini di crescita anche le Terme di Caracalla a Roma, con un aumento del 10,9% dei visitatori sul 2018, e il Castello di Miramare a Trieste, con un +10,7% di ingressi».

Altro elemento che il ministero tiene a evidenziare: «Dalla loro istituzione nel luglio del 2014 a oggi le domeniche gratuite, recentemente reintrodotte e rese permanenti dal ministro Dario Franceschini, hanno portato oltre 17 milioni di persone nei soli musei statali, con un effetto volano sugli ingressi a pagamento e con benefici importanti per i musei più piccoli che hanno beneficiato di campagne di comunicazioni nazionali. Un dato sottostimato, perché non tiene conto dei tanti ulteriori visitatori dei musei comunali che hanno aderito contribuendo a fare della #domenicalmuseo un vero e proprio evento culturale per famiglie e cittadini con numerose edizioni da record in cui la presenza nei musei è stata superiore a quella di una giornata di campionato di calcio di “Serie A”».

«A qualche anno dalla riforma dei musei i risultati straordinari si vedono sempre di più grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale. Più incassi vogliono dire più risorse per tutela e ricerca, servizi museali. Andremo avanti sul percorso dell’innovazione», dice allora Franceschini.