La Cassazione al Getty: è definitivo, il Lisippo di Fano torni in Italia

La Corte: si proceda a confiscare il bronzo pescato al largo della città marchigiana. I magistrati: la scultura fu esportata illegalmente

L'Atleta di Lisippo ora al Getty Museum, particolare. Foto Wikipedia

L'Atleta di Lisippo ora al Getty Museum, particolare. Foto Wikipedia

redazione 4 dicembre 2018

É definitivamente dello Stato italiano l'Atleta di Fano, bronzo greco attribuito allo scultore greco Lisippo pescato al largo di Fano, nelle Marche, e poi esportato negli Stati Uniti e acquistato dal Getty Museum di Malibù, Los Angeles.
Per i magistrati l'esportazione fu illegale e la Corte Cassazione ha messo la parola definitiva sulla battaglia legale in corso da undici anni: ha rigettato il ricorso dell'istituto californiano contro la confisca decisa pochi mesi fa dal gip di Pesaro. La scultura fu pescata nel 1964 da un peschereccio italiano, il "Ferruccio Ferri". Fu sbarcata a Fano e portata di nascosto via dall'Italia attraverso vari passaggi sul nostro territorio senza nessuna autorizzazione né dichiarazione alle autorità come vuole la legge per ogni reperto trovato nel sottosuolo o nelle acque italiane.
Il bronzo è IV secolo a.C. Il pubblico ministero Silvia Cecchi al Corriere della Sera ha messo in chiaro: «Il Lisippo deve ritornare in Italia. Stiamo preparando la rogatoria internazionale». Rogatoria che dovrà basarsi sulle motivazioni espresse dalla Cassazione. Bocciati i ricorsi degli avvocati italiani del Getty Alfredo Gaito di Roma ed Emanuele Rimini di Milano, la confisca è definitiva. Adesso si tratta di metterla in pratica. Non sarà semplicissimo. Ma è un atto dovuto.


Il giudice: il Lisippo al Getty Museum va confiscasto


Il primo ordine di confisca di un giudice italiano risale al 2010 con l'accusa che il Getty ha comprato la statua in malafede, sapendo cioè che era stata trafugata. I legali del museo hanno spesso sostenuto che non esisteva prova che la statua fosse stata pescata in acque territoriali, ma il passaggio sul territorio nazionale è già sufficiente per dichiararla opera che richiedeva il via libera di una soprintendenza.