Il Fast food delle serie tv

La rubrica del venerdì di Culture Globalist - 14 gennaio 2022

Il Fast food delle serie tv

Il Fast food delle serie tv

Redazione 14 gennaio 2022
di Vittoria Mangini

Le serie di questa settimana sono entrambe molto interessanti, e visto che la situazione pandemica non accenna a migliorare e abbiamo tutti più tempo per stare a casa, vi consiglio di vederle entrambe se avete modo. Parlo di “A casa tutti bene”, prima serie tv di Gabriele Muccino su Sky e di “#martyisdead”, miniserie ceca sul cyberbullismo, che trovate su Mediaset Play.

“A casa tutti bene”, l’esordio televisivo (riuscito) di Muccino
Ogni regista ha il proprio tone of voice, come gli scrittori, per raccontare una storia. Quando si parla da drammi familiari e penso a un regista italiano, immagino Gabriele Muccino. Ho sempre apprezzato il suo lavoro, non c’è niente da fare, quindi se volete una recensione imparziale, non la troverete qui. 
I suoi film spesso ricordano una pièce teatrale: una famiglia si ritrova per un’occasione particolare, nel corso della quale si snocciola la trama. Le maschere che cadono, i segreti svelati, gli attriti riaffiorano, e il tutto si articola tra presente (spesso anche solo una stanza) e flashback, con un ritmo serrato che mi ha sempre catturata. Come lo stesso regista ha affermato, il suo intento è mettere in luce “una specie di metafora su quanto sia difficile amare e riconoscersi o meno nella fotografia incorniciata che ritrae la famiglia felice e sorridente». Obiettivo riuscito nel film del 2018 “A casa tutti bene”, da cui lo stesso regista ha ripreso trama e personaggi per articolarli e approfondirli ulteriormente attraverso l’omonima serie, uscita a dicembre 2021. 
La serie “A casa tutti bene” racconta la storia di una famiglia dell’alta borghesia romana, i Ristuccia, che si ritrovano al ristorante di famiglia per festeggiare il compleanno del patriarca, Pietro. Ma la festa si trasforma presto in occasione ideale per far emergere problemi e rancori irrisolti che fanno alzare la temperatura della tensione. Inoltre, a fine serata, Pietro si accascia colpito da un infarto. La sua morte porterà all’apertura di un testamento che non farà che esasperare i componenti della famiglia. 
Consiglio prima di tutto il film a chi non l’ha visto, a mio parere superiore in cast e trama. Per essere la sua prima serie, Muccino si mostra a suo agio con un nuovo mezzo, portando i personaggi fuori dall’isolamento della villa sull’isola del film. Una cosa che si poteva evitare è l’elemento thriller, probabilmente aggiunto per “allungare il brodo”, genere che funziona meglio per il binge-watching. 


La pluripremiata serie ceca “#martyisdead” sul cyberbullismo da far vedere a genitori e figli
Se avete un’ora del vostro tempo, siete adolescenti o avete figli adolescenti, guardate su Mediaset Play “#martyisdead”, miniserie sul cyberbullismo che condensa in 8 brevi episodi (15 minuti ciascuno) la storia di Marty, un ragazzo che perde la vita a quindici anni dopo aver subito atti di bullismo via Internet da una persona sconosciuta. Quando il padre controlla il computer del figlio ormai defunto, scopre le chat e fa di tutto per identificare il “cyberbullo”. 
Senza giri di parole e con un realismo quasi brutale, affronta un tema di cui si parla tanto, ma ancora poco regolamentato a causa della sua complessità. Gli stessi sceneggiatori della serie hanno coinvolto esperti di cybersecurity, così da realizzare un racconto capace di mettere in guardia il pubblico dai rischi sempre più frequenti di Internet; infatti, come viene detto nella serie “nelle persone nasce qualcosa di orribile quando pensano di essere invisibili. La sensazione di potere è magnetica, dà dipendenza. E non si fermano fino a che qualcuno non gli spezza le dita”. 
La serie ha ricevuto molti premi dalla critica: è la prima serie ceca ad aver vinto un International Emmy Award, ha vinto al festival internazionale Serial Killer ed è stata eletta miglior progetto televisivo al festival Finale Plzeň 2020 nella categoria Serial production. Infine, ha ottenuto anche il Leone Ceco per gli straordinari risultati ottenuti nel campo dell’audiovisivo. Approvatissima.