Peter Bogdanovich è morto: aveva 82 anni

La figlia riferisce la scomparsa per cause naturali del regista di "Paper Moon - Luna di Carta". Ha anche recitato ne 'I Soprano' e in "Kill Bill"

Peter Bogdanovich  (Photo: Robert Maxwell)

Peter Bogdanovich (Photo: Robert Maxwell)

Redazione 7 gennaio 2022
Hollywood piange Peter Bogdanovich, il regista di Paper Moon - Luna di Carta e di L’Ultimo Spettacolo. E' stata la figlia Antonia Bogdanovich a riferire all'Hollywood Reporter che il regista 82enne, tra i principali protagonisti della ‘Nuova Hollywood’, si era spento per cause naturali. 
 
Non si sono fatte attendere le reazioni dell’industria cinematografica. Francis Coppola si è detto “devastato” mentre Guglielmo del Toro, big tra i grandi nomi dell’horror odierno, lo ha definito come "Un grande amico e un campione del cinema con la 'C' maiuscola”. Bogdanovich aveva iniziato la sua carriera come programmatore e critico cinematografico per Esquire, per poi trasferirsi a Los Angeles ed essere preso sotto l’egida del maestro dell’horror Roger Corman, grazie al quale alla fine degli anni ’60 pubblicherà le sue prime pellicole Voyage to the Planet of Prehistoric Women e il giallo Bersagli, quest’ultimo tributo a Boris Karloff. 

La fama però arriverà solo nel ’71 con L’Ultimo Spettacolo, tratto dall’omonimo romanzo di Larry McMurtry, con all’interno del cast Jeff Bridges, Cybill Shepherd, Ellen Burstyn e Cloris Leachman, che gli varrà otto nomination e due oscar, oltre a un sorprendente successo commerciale. La filosofia di Bogdanovich traeva radici nella Nouvelle Vague e le sue opere, girate non per il semplice intrattenimento bensì cariche di connotazioni strettamente personali e soggettive, venivano da lui stesso proposte come un omaggio a tutti i grandi film del passato, motivo per cui affermava che, ai suoi contemporanei, non restasse che perseguire una “poetica della nostalgia”, riproponendo in modi alternativi quanto già esistente. 

Figlia di questa concezione sono suoi remake come Ma papà ti manda sola? del ’72, altro campione di incassi che riprendeva lo stile di Vincent Minnelli e annoverato, dall'American Film Institute, tra le 100 migliori commedie di tutti i tempi. Poi Luna di Carta, plauso a Frank Capra, con O'Neal nei panni del protagonista assieme alla figlia Tatum, all’epoca di appena nove anni e che, per la sua parte, vinse l’Oscar.

All’apice della fama, Bogdanovich rifiutò film come Il Padrino, L'Esorcista e Chinatown.   La sua filmografia più recente include Mask, con Cher a cui è andato il premio per la miglior recitazione femminile, e The Cat's Meow, con Kirsten Dunst. Ha inoltre interpretato ruoli minori ne I Soprano e, dopo essere stato ospite di Tarantino per un anno, in Kill Bill.

Spesso discussa e sotto i riflettori la sua vita privata, con relazioni che all’epoca fecero scandalo, come quella con la Shepherd, con cui aveva lavorato in quattro film e per la quale lasciò la moglie e collaboratrice Polly Platt, e quella con la Playmate Dorothy Stratten, assassinata poi in un impeto di gelosia dall’ex marito.