Nanni Moretti in gara a Cannes con “Tre piani”. Tante le produzioni italiane

Le presenze di Bellocchio, Carpignano, Futura, Samani e altri mandano un forte segnale: il cinema non si è arrestato durante la pandemia

Nanni Moretti e Margherita Buy in una scena del film "Tre piani"

Nanni Moretti e Margherita Buy in una scena del film "Tre piani"

Redazione 5 luglio 2021

A Cannes si attende per l’ottava volta il regista e attore Nanni Moretti. Domenica 11 luglio sarà il giorno dell'autore che concorre per la Palma d’oro con il film “Tre piani”, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo (edito in Italia da Neri Pozza). Il film, distribuito da 01 e pronto da diverso tempo, sarà trasmesso nelle
sale cinematografiche dal 23 settembre.


Moretti portò a Cannes “Caro diario” nel 1994 e ottenne il premio per la miglior regia. La vittoria della Palma d’oro arriva nel 2001 con “La stanza del figlio”. Ha concorso anche nel 2015 con “Mia madre” ed ha presenziato nella giuria come presidente per la cinquantesima edizione del Festival nel 2012. Tra gli attori di “Tre piani” troviamo Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, lo stesso Nanni Moretti e ancora Anna Bonaiuto e Stefano Dionisi. La vicenda è una storia di famiglie che vivono nel solito condominio, ambientato nel libro a Tel Aviv, mentre nel film a Roma.


Nonostante sia l’unico film italiano a concorrere, sono diverse le produzioni che stanno dando segni di ripresa del settore cinematografico che non si è assopito durante la pandemia. Tra queste iniziative troviamo la Palma d’oro d’onore Marco Bellocchio con il documentario “Marx può aspettare”: è un evento speciale fuori concorso che sarà proiettato a Cannes Premiere il 16 luglio e uscirà in contemporanea al cinema dal 15. Si tratta di un film basato sulla perdita del gemello Camillo, morto suicida nel 1968 a 26 anni e sull’elaborazione del lutto fino ad analizzare un’epoca storica. “Una storia totalmente autobiografica, ma che vuole essere universale” spiega il regista di Bobbio all’Ansa. Bellocchio farà parte anche dei Rendez Vous, gli incontri con il pubblico del 15 luglio.



Alla Quinzaine des réalisateurs (selezione parallela a quella ufficiale del Festival di Cannes) partecipa il 9 luglio “A Chiara”: terzo film del giovane Jonas Carpignano, italo-americano ma molto legato alle sue origini calabresi. Anche questa è una storia familiare e adolescenziale che si sviluppa a Gioia Tauro. La protagonista Swamy Rotolo compie un viaggio dentro sé stessa e su ciò che vuole essere in futuro, combattuta perché il destino appare già scritto, ma si prospetta all’improvviso una possibilità per scegliere liberamente.
Sempre nella stessa sezione troviamo il regista fiorentino di origini irachene Haider Rashid che gareggia con “Europa”, un viaggio avventuroso ma estremo verso la libertà per un giovane iracheno, Kamal, bloccato dalla polizia bulgara e dai “Cacciatori di migranti” mentre compie il suo viaggio sulla “Rotta balcanica” tra Turchia e Bulgaria. Il film uscirà con la casa di distribuzione indipendente bolognese “I Wonder” che vanta ben 7 titoli presenti al festival.
Questi ultimi temi trattati caratterizzano anche “Futura”, un’inchiesta documentaria creata da Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher prima del lockdown e dopo, collezionando le opinioni di centinaia di giovani italiani che vivono in piccoli quartieri-paesi così come nelle grandi città. Lo scopo è stato quello di voler creare un quadro dal valore storico su come i ragazzi immaginano il loro futuro adulto tra grandi paure e desideri.  Il 10 luglio, nella stessa sezione, anche il primo film di Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis, “Re granchio”. Una specie di film western epico che inizia da Vejano, un piccolo paese di cacciatori nella Tuscia, e che finisce nella Terra del fuoco, seguendo le vicende di Luciano, un ubriacone indisciplinato.



Sempre il 10 luglio, alla Semaine de la Critique, un altro esordio: “Piccolo corpo” – “Small body” – di Laura Samani con Celeste Cescutti e Ondina Quadri: una favola grezza, primitiva che si staglia tra il mare e le montagne del Friuli all’inizio del ‘900 e che tratta di una giovane madre determinata, forte e in grado di sfidare tutto e tutti per battezzare la figlia nata morta.
Nel capitolo delle coproduzioni, tra i film a partecipazione italiana, troviamo “The story of my wife” della regista ungherese Ildikó Enyedi che concorre per la Palma d’oro il 14 luglio e prodotto dall’italiano Palosanto Films insieme a Rai cinema e ha come protagonisti Sergio Rubini che accompagnerà sulla Croisette il film che ha nel cast Léa Seydoux, Gijs Naber, Louis Garrel e Jasmine Trinca. La Trinca sta anche preparando il suo film come regista: una vicenda ambientata negli anni ’20 e che racconta delle avventure e disavventure matrimoniali di Jakob Störr, un capitano di navi da trasporto.

In concorso nella selezione ufficiale il 15 luglio, c’è anche “France” di Bruno Dumont, dove compare nuovamente Lea Seydoux che interpreta una giornalista affermata. Si tratta di una coproduzione di Rai Cinema con Tea Time Film e la Ascent Film di Matteo Rovere e Andrea Paris. La stessa Ascent Film insieme a Rai Cinema è anche nella produzione di “Onoda – 10.000 notti nella giungla”: secondo lungometraggio del regista francese Arthur Harari che racconta la storia di un soldato giapponese che non si piega alla fine della guerra. Troviamo, come attore, Dario Argento che comprare nel cast del misterioso “Vortex” di Gaspar Noè, inserito all’ultimo minuto fuori concorso il 16 luglio. Infine, Valeria Bruni Tedeschi recita nel film in concorso “La Fracutre” di Catherine Corsini.