Le associazioni dello spettacolo: 61 milioni allo sport? Allora pari misure al nostro settore

Agis, Assomusica, Anfols e Federvivo unite scrivono a Franceschini: il governo riservi al nostro comparto lo stesso trattamento deciso nel nuovo ''Decreto Sostegni Bis''

Carlo Fontana, Presidente dell'Agis

Carlo Fontana, Presidente dell'Agis

Redazione 4 maggio 2021

Non sono bastate le manifestazioni, i ''bauli in piazza’’ e nemmeno le innumerevoli campagne da parte di coloro che lavorano nel mondo dello spettacolo: ancora una volta in Italia, la cultura arriva sempre dopo. Ma quando? Lo chiedono con una nota congiunta i presidenti dell'Agis (Associazione generale italiano dello spettacolo) Carlo Fontana, della  Federvivo Filippo Fonsatti, dell'Anfols (le fondazioni lirico-sinfoniche) Francesco Giambrone, di Assomusica Vincenzo Spera. Mettendo bene in chiaro che le stesse misure adottate per il calcio vadano riprese per lo spettacolo e i suoi innumerevoli lavoratori. Garbato nei toni, di fatto il testo reclama una giusta parità di trattamento.
Nella giornata di ieri infatti in accordo con il Ministero della Salute, un primo gruppo di giocatori della Nazionale Italiana di calcio, avendo a giugno il campionato europeo, ha ricevuto la prima dose di vaccinazione. Ma non solo, in base a quanto inserito all’interno del nuovo ''Decreto Sostegni Bis’’, ancora in fase di lavorazione ma che dovrebbe uscire in settimana, è stato proposto un fondo di 61milioni di euro che verrà adibito per coprire le spese dei tamponi e la prosecuzione delle gare a tutte le società sportive di ogni livello, iscritte al ''Coni'' (Comitato olimpico nazionale italiano).

 
Alla luce di questi avvenimenti, ciò che viene dunque richiesto i presidenti delle associazioni , è un intervento tempestivo da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini.  
''Nel condividere e nell’apprezzare ogni forma di sostegno da parte del Governo nei confronti delle categorie che hanno dovuto sostenere spese sanitarie per proseguire la propria attività, riteniamo opportuno e praticamente scontato che le stesse misure a favore del mondo dello sport vengano riservate anche al settore dello spettacolo. Un comparto che più di altri, proprio per la sua specificità, sta sostenendo spese ingenti in ambito sanitario per la salvaguardia della salute e che molte volte si è trovato a segnalare l’esigenza di effettuare i tamponi ai propri lavoratori per garantire una ripresa in sicurezza delle attività''. Lo scrivono le associazioni nel testo firmato insieme e aggiungono: “Siamo certi che il Ministro della Cultura, On. Dario Franceschini, interverrà tempestivamente affinché anche ai lavoratori dello spettacolo dal vivo venga assicurata una tempistica veloce di accesso ai protocolli vaccinali ed alle istituzioni e aziende del comparto il sostegno per gli ingenti costi affrontati per il rispetto dei protocolli sanitari''.