Sanremo2021, la resilienza di Giovanna Botteri: “La Cina disse ‘siamo in guerra’. Ce la faremo”

Si parla del Covid. La giornalista parte da “Caro amico” di Dalla: “Di là dalla telecamera senti il calore di chi guarda e ti dà coraggio”

Giovanna Botteri

Giovanna Botteri

redazione 7 marzo 2021
A cura della redazione di globalist.culture.it (clicca qui per vedere chi siamo) con il coordinamento di Stefano Miliani

Giovanna Botteri entra nel palcoscenico alquanto tardi, per essere una co-conduttrice (ma doveva essere ospite anche una show woman come Simona Ventura). E partendo da “Caro amico” di Lucio Dalla racconta la pandemia, la “sua” Cina colpita prima di tutti dal virus, e con un po’ di retorica sul “cuore” che si sente al di là delle telecamere conclude che ce la faremo a ritirarci su dalla pandemia.

“Si esce poco la sera compreso quando è festa / E c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, / E si sta senza parlare per intere settimane”, legge la giornalista Rai. Già, pare oggi. Amadeus ricorda le sue prime trasmissioni da Wuhan sulla pandemia l’anno scorso: “Ti guardavo e pensavo che quel dramma fosse lontano e non sarebbe mai arrivato. Mentre eri lì ti rendevi conto che lo avremmo vissuto anche noi?” “Quel terribile nemico insidioso lo avevamo visto – risponde lei -  c’erano state avvisaglie ma i morti arrivavano a centinaia, i contagi a migliaia e un paese immenso la Cina si ferma, il presidente va in televisione e dice ‘siamo in guerra”. 

Ama: le chiede della nostalgia per l’Italia quando è lontana. “Tutti quelli che vivono lontano, anche molto lontano, devono fare i conti con la distanza, devi farlo per non sentirti solo” risponde lei. Come fai? “Cerchi di vedere il mondo in un altro modo – continua lei -  Questa sala è vuota, con le telecamere pensi a cosa c’è al di là dello schermo, sai che ci sono amici, parenti, chi ti vuole bene. Li vedi che ti guardano con affetto, comprensione e non c’è distanza. Chiudi gli occhi, ci stanno guardando, la famiglia, i bambini che possono stare svegli fino a tardi, i ragazzi. Da lontano senti il cuore che batte delle persone, senti che chi ci segue da lontano ci vuole bene anche quando siamo imperfetti. È quel calore che ti dà coraggio, di abbracciarti, quella forza di non sentirti più solo, sappiamo che gli altri ci sono”. Infine: “è la forza per non sentirsi soli, la forza che puoi farcela devi farcela e ce la faremo, ne sono sicura”.