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L'uomo torna sulla Luna con la missione Artemis II

Si tratta della prima fase per il ritorno all'allunaggio previsto nel 2028

L'uomo torna sulla Luna con la missione Artemis II
(foto di: Ansa)
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2 Aprile 2026 - 12.53


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Era il 1972 quando il programma Apollo veniva chiuso, segnando l’ultima volta dell’uomo sulla Luna. Con la missione Artemis II, l’essere umano tornerà ad avvicinarsi al satellite terrestre: precisamente, i primi uomini a farlo a distanza di 54 anni saranno Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen. A bordo della navetta Orion, quindi, ci sono a bordo il primo uomo di colore a superare l’orbita terreste (Glover), la prima donna a orbitare intorno alla Luna (Koch) e il primo non americano spingersi così lontano nello spazio (il canadese Hansen), come fa notare Enrica Battifoglia sull’Ansa.

Dopo otto minuti dal lancio, il motori del primo stadio del razzo Space Launch System si sono spenti e si sono separati dallo stadio superiore: da lì Orion ha iniziato a navigare nello spazio, continuando a percorrere la sua orbita intorno alla Terra per 49 minuti. Successivamente, il motore si è acceso due volte: prima per portare la navetta al perigeo, il punto più vicino alla Terra, poi per portarla su un’orbita ellittica più alta.

E’ la situazione in cui la navetta si trova attualmente e in cui resterà per le prossime 23 ore, tempo nel quale l’equipaggio avrà la possibilità di sperimentare i sistemi di bordo, dal momento che nelle successive due ore gli astronauti dovranno pilotare Orion manualmente. Non sono mancati i problemi: mentre la navetta stava raggiungendo un punto più alto dell’orbita, l’equipaggio si è imbattuto in una spia che segnalava un guasto alla toilette. Il problema è poi rientrato grazie alla collaborazione con il centro di controllo di Houston.

Artemis II, in realtà, è soltanto un test: non è infatti previsto l’allunaggio, ma un’orbita di dieci giorni intorno alla Luna. Trattasi quindi di un importante banco di prova per il programma Artemis, per il quale la NASA ha rinviato l’allunaggio al 2028, con l’obiettivo di costruire una base sulla superficie lunare. In questo progetto c’è anche un po’ di Italia: i moduli Mph, parte integrante del programma, sono infatti di origine italiana.

E anche l’Europa, oltre che l’Italia, si sente protagonista del ritorno sulla Luna. “L’Esa è orgogliosa di essere un partner fondamentale della Nasa e, Fornendo il Modulo di Servizio Europeo (Esm), non si limita a rendere possibile questa missione, ma la alimenta” ha detto il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea Josef Aschbacher. Il modulo Esm è infatti quello che fornisce propulsione, acqua e controllo termico alla navetta.

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