Una boccata di ossigeno per le Fondazioni Lirico-Sinfoniche

Con l’approvazione della Legge di Bilancio il governo ha istituito un nuovo fondo di 150 milioni per l’intero settore, grande soddisfazione espressa dall’Anfols

Francesco Giambrone, all'interno del Teatro Massimo di Palermo

Francesco Giambrone, all'interno del Teatro Massimo di Palermo

Redazione 30 ottobre 2021
È ufficiale: il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno della Legge di Bilancio per il 2022 che prevede, per enti lirico-sinfonici, l’istituzione di un nuovo fondo per il risanamento dei debiti con uno stanziamento a fondo perduto di cento milioni di euro per l’anno 2022 e cinquanta milioni di euro per il 2023.

Una notizia attesissima per uno dei settori più colpiti dalla pandemia, che ha fatto registrare ben sessanta milioni di perdite complessive nel 2020, a fronte di soli venti milioni di ristori. Proprio qualche settimana fa Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo e Presidente dell’Anfols (Associazione Nazionale Fondazioni Lirico-Sinfoniche), aveva lanciato l’ultimo disperato grido d’allarme: «sulle fondazioni grava un debito complessivo di 350 milioni che ne rende molto complessa la gestione virtuosa».

Nelle ultime ore è giunto un segnale decisivo dallo Stato e ciò dovrebbe lasciarci a lungo riflettere sul ruolo culturale che tali istituzioni musicali ricoprono nel nostro Paese. Immediata la replica dell’Anfols che attraverso una nota congiunta dello stesso Giambrone e di Fulvio Macciardi (attuale vicepresidente), ha espresso tutta la sua felicità per il finanziamento ottenuto: «Soddisfazione e un grande apprezzamento nei confronti del Ministro della Cultura, Dario Franceschini, per le misure messe in campo in favore delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche».