A Milano nascerà il Museo della Resistenza. Mattarella: “La memoria va trasmessa"

Franceschini: “Il paese ne ha assolutamente bisogno, la libertà non è scontata”. Il progetto dello studio Herzog & De Meuron, quello della Tate Modern

Il rendering del Museo della resistenza di Milano di Herzog & De Meuron. Fonte Mibact

Il rendering del Museo della resistenza di Milano di Herzog & De Meuron. Fonte Mibact

redazione 10 dicembre 2019
Nascerà il Museo nazionale della Resistenza e sarà a Milano. “Il nostro paese ne ha un assoluto bisogno”, ha dichiarato ieri Dario Franceschini annunciando che il dicastero dei Beni e Attività Culturali e Turismo stanzierà 15 milioni di euro dopo averne stanziati due e mezzo per la Casa della Memoria. A fianco del ministro in Comune a Palazzo Reale il sindaco della città Giuseppe Sala e un messaggio di Sergio Mattarella.
Per il presidente della Repubblica “la memoria di chi ha combattuto per restituire all'Italia la libertà va conservata e trasmessa, non per riprodurre divisioni, ma per consolidare e diffondere, specialmente tra le giovani generazioni, la consapevolezza del valore inestimabile della democrazia e della libertà”.
Il museo sarà nell’area comunale tra via Montello e via Volta, di recente recuperata e ristrutturata, nel piazzale Baiamonti; l’istituto sarà nella seconda piramide, da costruire, davanti a quella dove ha sede la Fondazione Feltrinelli: il progetto è firmato dallo studio Herzog & De Meuron, autore tra l’altro dell’ampliamento della Tate Modern di Londra.
Sulla collocazione c’erano state polemiche. La prima sede pensata era la Casa della Memoria, ma era stata giudicata troppo piccola per un museo nazionale sulla lotta al nazifascismo nella città medaglia d’oro della Resistenza. L’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, con una lettera firmata in testa da Liliana Segre, aveva chiesto una sede più adatta a un luogo così importante. Il museo verrà gestito da una fondazione tra il Comune, il Mibact e l’Istituto nazionale Ferruccio Parri, con il coinvolgimento della Regione Lombardia.
Per Sala il museo “sarà un progetto di prestigio per Milano e importante per il Paese. Ringraziamo il governo per questo intervento. Di fronte al prestigio di questo museo nessuno si tirerà indietro, i fondi basteranno crediamo per costruire” l’edificio e per realizzare cosa conterrà. Il sindaco ritiene però necessario trovare il modo per “procedere in modo spedito”.
Quanto alla memoria, Franceschini ha aggiunto: “Sono figlio di un partigiano bianco e mi sono sempre portato dietro la paura che quel ricordo si smarrisca. È quindi importante avere un luogo per ricordare alle future generazioni ciò che hanno fatto le nostre madri e i nostri padri per darci quella libertà che oggi riteniamo scontata e ovvia, mentre non lo è per niente perché si è data la vita e la giovinezza per ottenerla”. Quanto ai contenuti, sempre il ministro ha fatto sapere che se ne occuperà un comitato scientifico “per mettere in rete le istituzioni e i musei della resistenza locali, così come le istituzioni quali l’Anpi. Tutto questo per proporre un racconto della lotta di liberazione capace di restituire la memoria di chi ha combattuto per ridare all’Italia la libertà”.
In una nota il dicastero precisa che i 15 milioni di euro arrivano “attraverso la rimodulazione di risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”.