Anpi e Zingaretti: no allo sbarco di Anzio celebrato da uno storico revisionista

L’Anpi, Zingaretti e il Pd contestano la scelta di aver affidato a Piero Cappellari un tour su quell’operazione. E spiegano perché dicono no

Lo sbarco di Anzio

Lo sbarco di Anzio

redazione 22 gennaio 2019
Il 22 gennaio 1944 le forze alleate anglo-americane sbarcarono ad Anzio, nel Lazio, in un’operazione strategica complessa e difficile. Al di là degli esiti militari, fu un attacco alle forze naziste che occupavano l’Italia e ai fascisti. Raccontare quello sbarco è un’operazione storica che non può eludere chi aveva distrutto e cancellato la libertà.
Il Comune di Nettuno quest’anno ha incaricato lo storico del posto Piero Cappellari come guida di un tour, patrocinato dall’Università civica, per l’anniversario dello sbarco. La scelta ha suscitato sconcerto e rabbia. Anche se poi il Comune, dopo le proteste, ha preso le distanze dalle posizioni dello storico.
L’Anpi tra altri ha contestato la scelta. Perché Cappellari viene definito un “revisionista” e lui stesso ha pubblicato una sua foto che lo ritrae davanti a un carro armato tedesco e scrive nella didascalia: “Nettuno 2019: Finalmente i camerati germanici sono venuti a liberarci!”.

Zingaretti: “Grave, è puro revisionismo”
Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha definito la scelta “grave, perché è il frutto di un'operazione di puro revisionismo, finalizzata come spesso accade in questi casi, a rovesciare la realtà di ciò che è stato per fare un uso strumentale e politico della storia. La pietà umana per tutti i caduti non può portare a confondere i ruoli di chi si schierò a fianco della tirannia e della barbarie con chi, in quella drammatica vicenda, scelse di impegnarsi per la libertà e la democrazia”. Il Pd con Monica Cirinnà come prima firma ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

L’Anpi : “Cappellari non riconosce i valori dello sbarco alleato”
L’Associazione nazionale dei partigiani – Anpi ricorda la storia: "Perché avvenne lo sbarco? La risposta la sappiamo tutti: per liberare l’Italia dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista (che nel frattempo, screditata dal popolo italiano e dai combattenti delle forze armate, si era riorganizzata nella Rsi). Quindi, quando celebriamo lo Sbarco Alleato, rendiamo omaggio e ricordiamo quei ragazzi che sacrificarono la propria vita in nome della libertà e della fratellanza tra i popoli. In considerazione di quanto esposto, ci sembra quindi singolare e inappropriato affidare a Pietro Cappellari la responsabilità di trasmettere la memoria storica della Seconda Guerra Mondiale. Trasmettere la memoria storica significa trasmettere dati, avvenimenti, contesto storico, valori, principi. Ogni avvenimento storico ha il suo contesto che lo rende significativo e lo caratterizza. Il contesto storico in cui ebbe luogo lo Sbarco è quello descritto sopra. Raccontare lo Sbarco senza tener conto del contesto in cui si svolse è a nostro avviso poco professionale, poco serio e di scarso livello storiografico. Gli avvenimenti legati allo Sbarco Alleato non possono essere raccontati da chi, come Pietro Cappellari, non si riconosce nei valori che l’hanno ispirato e nelle motivazioni che hanno guidato i soldati inglesi e americani. La trasmissione di quella memoria non può essere affidata a chi nelle sue pubblicazioni parla di “nemico anglo-americano” e di “liberatori” con il virgolettato da intendersi in maniera dispregiativa. Non può essere affidata a chi rivendica le azioni dei massacratori di Marzabotto e delle Fosse Ardeatine. Non può essere affidata a chi rivendica la legittimità storica e politica della Marcia su Roma, delle politiche d’occupazione, dei crimini contro l’umanità compiuti dalle armate tedesche e dai reparti della Rsi. Non può essere affidata a chi rivendica le politiche razziali che hanno portato all’olocausto".