Ha vinto l’Aquila, che dopo 34 anni vince il Palio di Siena grazie a una corsa impeccabile di Giovanni Atzeni detto Tittia e del cavallo Diodoro. Un successo costruito fin dalla partenza, con la Contrada sempre in testa alla corsa e capace di respingere gli unici tentativi di rimonta portati da Civetta e Valdimontone.
Come spesso accade, la fase della mossa si è rivelata lunga e complessa. L’ordine di ingresso tra i canapi è stato: Oca, Bruco, Leocorno, Torre, Civetta, Drago, Aquila, Giraffa, Valdimontone, con l’Onda di rincorsa.
Il primo tentativo è stato subito annullato dal mossiere, seguito da altri “fuori tutti” provocati soprattutto dai continui movimenti della Torre, protagonista di una condotta particolarmente vivace che le è costata anche un richiamo ufficiale. Tra strategie, scambi di posizione e blocchi reciproci, anche Valdimontone e Giraffa hanno modificato più volte il proprio assetto.
Solo al quinto tentativo è arrivata la mossa valida. All’abbassarsi del canape, Tittia ha fatto scattare perfettamente Diodoro, prendendo immediatamente il comando della carriera. Da quel momento l’Aquila non ha più lasciato la testa della corsa, amministrando il vantaggio fino al bandierino. Soltanto Civetta e Valdimontone hanno provato a impensierire la capolista, senza però riuscire a ridurre il distacco.
La Carriera è stata caratterizzata anche dall’arrivo dei cavalli scossi di Bruco, Drago, Giraffa e Torre.
Per l’Aquila è un trionfo storico. L’ultima vittoria risaliva infatti al 3 luglio 1992: un’attesa lunga ben 34 anni che si è finalmente conclusa con una prestazione dominante, dall’uscita dai canapi fino al traguardo.
Una vittoria dal sapore speciale soprattutto per i tanti giovani aquilini che non avevano mai avuto la possibilità di festeggiare un Palio vinto dalla propria Contrada. Per loro è stato il primo, indimenticabile, successo vissuto in Piazza del Campo e nelle strade del rione, dopo aver conosciuto quella gioia soltanto attraverso i racconti dei più anziani.
Protagonisti assoluti del successo sono stati ancora una volta Tittia e Diodoro. Per il fantino sardo è il dodicesimo Palio conquistato in carriera, un risultato che lo conferma tra i più grandi interpreti della storia recente della Festa. Il cavallo baio di sette anni, invece, centra il secondo successo al suo terzo Palio corso, dopo quello ottenuto nel luglio 2025 sempre con Tittia, confermando qualità, velocità e straordinaria affidabilità nei momenti decisivi.
Il popolo dell’Aquila, dopo la corsa, si è recato in trionfo con cavallo e fantino presso la Collegiata di Santa Maria in Provenzano per rendere omaggio alla Madonna di Provenzano. Si chiude così una delle attese più lunghe della sua storia recente e può togliersi la “cuffia”, il simbolo che nel Palio contraddistingue le Contrade a digiuno di vittorie.