Decreto Sostegno: "Oltre un miliardo di euro per la cultura". E cosa chiedono le associazioni

Il ministro Franceschini: “indennità di 2.400 euro per tutti i lavoratori dello spettacolo”. Le richieste dalle Associazioni del Patto per le Arti Performative

Ritratto di un teatro vuoto

Ritratto di un teatro vuoto

Redazione 24 marzo 2021

In risposta alle richieste dei lavoratori dello spettacolo e a seguito delle proteste a suon di lirica, archi e ottoni nelle principali piazze d’Italia per la riapertura in sicurezza dei teatri e di tutti i luoghi dello spettacolo dal vivo, arriva il Decreto Sostegno 2021 in favore della cultura, approvato e firmato dal Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi. Si parla di 32 miliardi di euro per imprese e lavoratori, di cui 1 miliardo destinato alla cultura. 

In particolare, si legge in una nota, "con oltre 200 milioni di euro, verrà devoluta una indennità straordinaria di 2.400 euro per tutti i lavoratori dello spettacolo, con una platea di beneficiari allargata”. Quattrocento milioni di euro, continua la nota, "andranno ad alimentare i fondi di emergenza esistenti, secondo questa ripartizione: 80 milioni di euro verranno destinati al sostegno dei musei statali, 200 milioni di euro al fondo di parte corrente per il sostegno del cinema e dello spettacolo e 120 milioni di euro al fondo per il sostegno delle imprese e delle istituzioni culturali". Queste risorse "potranno fornire ulteriore sostegno a operatori e lavoratori di questi settori". 
Così ha commentato il ministro della Cultura Dario Franceschini: “il decreto contiene importanti misure per il mondo della cultura, che aggiungono oltre un miliardo di euro alle risorse finora stanziate per sostenere un settore duramente colpito dalla pandemia. Spettacolo, cinema e musei sono in grande sofferenza per la perdurante chiusura imposta dalle misure di contenimento del contagio e meritano ogni sostegno, perché esprimono parte notevole della nostra identità".

Qualcun altro si domanda se un miliardo di euro saranno sufficienti per risollevare il settore dello spettacolo. Ecco alcune delle richieste dalle Associazioni del Patto per le Arti Performative, in rappresentanza di circa 1.000 imprese e oltre 20.000 lavoratori dello spettacolo:
“Chiediamo che venga stabilito un graduale programma di riapertura che tenga conto delle difficoltà contingenti, che possa permettere a tutto il settore di risollevarsi. Riteniamo ragionevole una ripresa delle attività di spettacolo negli spazi all’aperto dal mese di maggio e negli spazi al chiuso dal mese di settembre”. E poi, “chiediamo che la riapertura degli spazi, quando sarà possibile, venga accompagnata da una importante campagna promozionale, con la quale lo Stato e le Regioni contribuiscano a ristabilire un clima idoneo a rassicurare il pubblico”.  
Di seguito, cosa chiedono le associazioni punto per punto.


  • Che venga compresa l’attività in Streaming per il raggiungimento dei parametri; che anche alle nuove istanze venga riconosciuta (come ai soggetti FUS) la possibilità di rendicontare per il 2021 l’attività svolta nel 2020;
  • Che venga concessa la misura del credito d’imposta del 60% dei canoni di locazione, per i gestori delle strutture di spettacolo e di formazione (teatri, centri culturali, scuole di formazione), da gennaio a dicembre 2021; nonché il blocco dell’IMU per proprietari di spazi con destinazione d’uso spettacolo;
  • Che venga riconosciuta una misura di sostegno anche per gli Autori dello spettacolo dal vivo e per gli Editori musicali, per il grave danno subìto a causa dell’annullamento delle scritture programmate nella stagione teatrale 2020-2021;
  • Che vengano stanziati contributi a fondo perduto (100%) per la ristrutturazione e la riqualificazione di tutti i luoghi dello spettacolo (efficientamento energetico, adozione di tecnologie digitali, messa a norma, arredi);
  • Che le spese per gli eventi culturali e per gli spettacoli dal vivo siano detraibili dalle tasse.

di L.Salv.