La famosa postura internazionale dell’Italia che pensa di interpretare la postura internazionale solo con le foto opportunity.
«Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump riferendosi a Giorgia Meloni in una telefonata con L’Aria che tira su La7.
Nel commentare i principali dossier internazionali dopo il G7 di Evian, il presidente statunitense ha spostato la conversazione sulla premier italiana. «Non so cosa dirle! Mi ha implorato di fare una foto con lei! Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!», ha spiegato il capo della Casa Bianca.
Secondo quanto riportato questa mattina da L’Aria che tira, Trump avrebbe sostenuto di non essere obbligato a parlare con Meloni e che, durante il colloquio — il primo dopo le tensioni delle ultime settimane — la presidente del Consiglio avrebbe chiesto con insistenza di fare una foto insieme. Tornato all’attualità, il presidente americano ha poi duramente criticato l’Europa sulla gestione dell’immigrazione e dell’approvvigionamento energetico.
Le dichiarazioni del presidente Usa arrivano dopo il vertice del G7 a Evian, dove la premier aveva lasciato intendere che il rapporto con Trump fosse stato ricucito. «Ho trovato il rapporto immutato – aveva detto Meloni -. Non ci sono state recriminazioni, né abbiamo parlato di quanto successo: abbiamo un carattere abbastanza forte, entrambi difendiamo con determinazione l’interesse nazionale, non c’è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d’accordo. Siamo ripartiti su quello che si può fare nei prossimi mesi».
Alle accuse riportate da Donald Trump è arrivata la replica immediata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che su Instagram ha definito le dichiarazioni «totalmente inventate» e si è detta «allibita», ribadendo: «Io e l’Italia non imploriamo mai». La premier ha aggiunto che si tratta di affermazioni “che meritano una riposta immediata. Non so perché il presidente degli usa si comporti così con gli alleati. Non è la prima volta che accade, posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente.”
Nel frattempo, è arrivata anche la solidarietà del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha contattato la premier dopo le dichiarazioni del leader statunitense. Sostegno a Meloni è stato espresso anche dal primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e dal presidente francese Emmanuel Macron, che hanno condannato l’attacco e annunciato di voler affrontare la questione nei prossimi incontri internazionali.
Sul fronte politico italiano, le reazioni sono state immediate e trasversali. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che “le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno”. Il leader della Lega Matteo Salvini ha espresso piena solidarietà alla premier, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito le dichiarazioni «una caduta di stile».
Anche le opposizioni hanno commentato duramente l’episodio. L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato di un’offesa alla dignità del Paese, mentre il leader di Azione Carlo Calenda ha definito le parole di Trump «inaccettabili». Da più parti, inoltre, è stata sottolineata la necessità di difendere il ruolo e la credibilità delle istituzioni italiane sul piano internazionale.
Nel complesso, lo scontro ha rapidamente assunto una dimensione diplomatica più ampia, con un intreccio di reazioni istituzionali e politiche che ha coinvolto diversi governi europei e riacceso il dibattito sui rapporti tra Stati Uniti e Unione europea.
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