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Milioni di persone negli Stati Uniti urlano: “No King, No Trump”

Imponenti manifestazioni in tutte le città statunitensi contro la sua guerra e la sua prepotenza. Davanti al Campidoglio la più combattiva. Bruce Springsteen canta “Streets of Minneapolis”.

Milioni di persone negli Stati Uniti urlano: “No King, No Trump”
Manifestazione No Kings
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29 Marzo 2026 - 16.06


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di Francesco Tunda

Una moltitudine di persone, per la terza volta in meno di un anno, hanno manifestato in tutte principali città statunitensi attorno allo slogan “No Kings” (Nessun re). Ormai è un movimento che cresce di settimana in settimana e che fa da contraltare alla guerra di Trump e alle sue manie imperiali. Anche in Europa e in Italia il movimento ha preso vita, come dimostra la manifestazione di sabato a Roma.

Negli Usa sono stati oltre 3000 i raduni, promossi da una coalizione di svariate organizzazioni: la protesta si è estesa da New York a Chicago, da San Francisco a Washington. Gli americani hanno cominciato ad avvertire che la loro democrazia è in pericolo e che, contrariamente a quanto affermato da Trump,  vedono arrivare le prime decine di bare di soldati uccisi in guerra. Come nel Vietnam.

Almeno otto milioni sono scesi in piazza, stando alle cifre fornite da agenzie internazionali come Associated Press e Reuters. Sul prato del Campidoglio, a St. Paul, sul palco è salito anche  Bruce Springsteen che ha eseguito “Streets of Minneapolis”, la canzone che aveva scritto dopo le sparatorie mortali di Renee Good e Alex Pretti da parte di agenti federali. Tra gli ospiti anche la cantante Joan Baez, l’attrice Jane Fonda, il senatore del Vermont Bernie Sanders e numerosi attivisti e leader sindacali.

Le preoccupazioni dei cittadini democratici, che stanno dando vita a queste imponenti manifestazioni, non riguardano solo la terribile guerra in corso ma anche per come si sono comportati e si comportano gli agenti dell’ICE.  Non a caso la protesta più ampia e partecipata si è avuta proprio a Minneapolis. 

Quello che fa paura, oltre ai metodi violenti che vengono usati per il controllo dell’immigrazione, è lo stretto legame tra il potere economico dei miliardari e il capo della Casa Bianca. “Posa la corona, pagliaccio” e “Il cambiamento di regime inizia a casa”: questo è il tono di migliaia di cartelli su Trump. Già Robert De Niro aveva detto: “Trump va fermato, meritiamo Paesi senza re” ed ancora “Non abbiamo paura”.

Trump non l’ha presa bene tanto che la sua portavoce Abigail Jackson ha definito queste proteste come il prodotto di “reti di finanziamento della sinistra” con scarso reale sostegno pubblico.  Ma si sa che che  Trump e i suoi – vedi i dazi – con i numeri non vanno tanto d’accordo.

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