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Eletta la nuova Guida Suprema: l'Iran sembra diventare una monarchia ereditaria

Camille Eid, giornalista e scrittore libanese, nel suo articolo su 'Avvenire' indica la responsabilità dei pasdaran

Eletta la nuova Guida Suprema: l'Iran sembra diventare una monarchia ereditaria
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9 Marzo 2026 - 19.37


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Mojtaba Khamenei, 56 anni, è la nuova Guida suprema in Iran. Eid afferma che i pasdaran, ossia i Guardiani della rivoluzione, ai quali il nuovo eletto è molto legato per averne fatto parte durante gli ultimi anni di guerra contro l’Iraq, devono aver pesato sulla scelta del Consiglio degli Esperti che domenica ha raccolto il veto di Donald Trump.

Il nome Mojtaba in arabo significa “il Prescelto”, ed è uno dei titoli attribuiti ad al-Hassan bin Ali, il nipote di Maometto considerato dagli sciiti come il secondo imam; molti considerano Mojtaba Khamenei una delle figure più influenti dietro le quinte, dato che non ha mai rivestito incarichi pubblici nella Repubblica islamica e dal 1997 era operativo nell’ufficio del padre con funzioni politiche e di sicurezza.

Come già avvenuto per la Siria degli Assad e la Corea dei Kim, questa successione pare dunque essere in perfetto stile monarchico e far scivolare l’Iran nell’esperienza delle repubbliche ereditarie, anche se suo padre durante la sua vita si era dichiarato fortemente contrario all’idea. Oltre agli stretti legami con i pasdaran, Mojtaba Khamenei ha saputo costruire una rete di relazioni con i vertici religiosi radicali e i servizi di sicurezza e gli si attribuisce un ruolo fondamentale nell’elezione del 2009 di Mahmoud Ahmadinejad a presidente della Repubblica, che avrebbe innescato le proteste popolari note come “Onda verde”, duramente represse dal regime.

Ora, il nodo è capire se il secondogenito dell’ayatollah ucciso lo scorso 28 febbraio possieda effettivamente le competenze teologiche necessarie al ruolo, nonostante abbia studiato in un seminario sciita (hawza) della città santa di Qom e vanti una discendenza dal profeta dell’islam (lo indica il titolo di seyyed e il turbante nero). Il dubbio è legittimo poiché pare ci fossero candidati molto più qualificati di lui, come l’ayatollah Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i, il capo della magistratura, oppure l’influente ayatollah Alireza Arafi che facevano entrambi parte – insieme al presidente della Repubblica Massoud Pezeshkian – del direttivo incaricato della breve transizione. 

Se così fosse, il Consiglio degli Esperti non avrebbe ottemperato alla sua missione di eleggere la massima carica dello Stato tra aspiranti dalle comprovate competenze teologiche. Di Mojtaba non si conoscono infatti opere o credenziali religiose tali da giustificare la sua scelta. Negli ultimi anni, tuttavia, teologi e religiosi sciiti avevano iniziato a presentarlo come un grande esperto di diritto islamico, arrivando persino a definirlo sui social con il titolo di ayatollah, nonostante egli non abbia formalmente raggiunto quel rango religioso.

“Chi ha dettato quindi questa scelta e cosa significa?” si chiede Camille Eid, e indica nei pasdaran i responsabili: “Con un voto a porte chiuse – se non addirittura attraverso una piattaforma telematica – è difficile sapere con esattezza quanti consensi abbia raccolto Mojtaba tra gli Esperti chiamati – per la prima volta da 37 anni e in condizioni di vera emergenza – a eleggere la massima carica dello Stato”.

Sappiamo però che i cosiddetti principalisti e altri conservatori dominano la stragrande maggioranza del Consiglio. La scelta di Mojtaba vuole evidentemente lanciare un messaggio agli americani per significare che la morte di Alì Khamenei non intacca minimamente la politica del regime. Anzi, Mojtaba è ritenuto per certi versi più radicale del padre.

E ora che lui è a capo dell’Iran? Il timore è di passare dalla padella alla brace, sia per una questione di vendetta personale (dato che Mojtaba nel massiccio raid contro il quartier generale non ha perso solo il padre, ma anche la madre, la moglie, oltretutto figlia dell’ex portavoce del parlamento, la sorella minore insieme al marito e la bimba di 14 mesi della sorella maggiore), sia per la formazione dottrinale ricevuta da esponenti del clero ultraconservatore.

Se in una fatwa (editto religioso) il padre di Mojtaba aveva dichiarato illecito religioso (haram) il possesso dell’atomica, lui non esiterebbe a reinterpretare il pensiero. Lo stesso vale per la teoria della “pazienza strategica” e del legame con quanto rimane dell’Asse della resistenza, ossia gli alleati regionali dell’Iran.

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