La Cerimonia delle Olimpiadi a San Siro e lo stile Rai | Culture
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La Cerimonia delle Olimpiadi a San Siro e lo stile Rai

"Benvenuti all'Olimpico" saluta i telespettatori il telecronista, mentre i tre minuti della performance di Ghali sono trascorsi senza che l'artista fosse mai nominato.

La Cerimonia delle Olimpiadi a San Siro e lo stile Rai
La performance di Ghali
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Marcello Cecconi Modifica articolo

7 Febbraio 2026 - 17.23


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Le etichette sono sempre riduttive, ma a volte diventano comode quando è la realtà a sfornare materiale continuo per confermarle. “Dolce stil novo” potrebbe chiamarsi quello della Rai di questi tempi, chiedendo scusa a Cavalcanti e Alighieri. Un piccolo saggio dello stile è stata la cronaca della cerimonia d’apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina a San Siro.

Togliendo l’incarico ad Auro Bulbarelli, reo di aver raccontato a quattro amici al bar anche il finale della trama dello spot Mattarella/Tram, è salito a Milano direttamente il capo Paolo Petrecca, il fresco evaso da Rainews24 e ora direttore di Raisport, per timbrare personalmente con la ceralacca la cronaca dell’evento attraverso il saluto iniziale “Benvenuti all’Olimpico”.

Molti di noi hanno pensato subito che stessero per iniziare le Olimpiadi di Roma-Terminillo anziché quelle di Milano-Cortina, spingendoci in un curioso viaggio immaginario tra impianti che non c’erano. Non tanto per il lapsus, che può capitare, quanto per il modo. Per quella sensazione di parola in eccesso, di commento che non accompagna ma occupa. Il direttore poi, spiega, interpreta, sovrasta, sembra voler presidiare di parole ogni secondo. Come se il silenzio fosse un vuoto pericoloso.

Il momento più rivelatore del nuovo stile è stato la performance di Ghali. Tre minuti intensi, attraversati dalle parole di pace della filastrocca di Rodari. Tre minuti durante i quali Petrecca è riuscito nell’impresa di non nominare mai l’artista. Una prodezza “incredibile” per usare un aggettivo da lui ripetuto spesso: parlare senza dire chi sta parlando. Senza un primo piano. Senza un piano medio. Senza un campo americano. Per un attimo è sembrato che a declamare dall’alto fosse la voce di Gianni Rodari in persona e che Ghali fosse solo uno dei tanti ballerini.

Ghali aveva già scritto sui social parole chiarissime: “Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo… So che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro.” Un post che alludeva a pressioni, correzioni, perfino alla richiesta di far sparire l’arabo da una poesia sulla pace. Una polemica preventiva che la Rai ha scelto di gestire in modo singolare.

Attendiamo la prossima prova dello stile Rai anche da Sanremo, dove tra i co-conduttori è annunciato Andrea Pucci, che ama definirsi “l’unico comico di destra”. Se lo dice lui!

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