Top

Quando la ragazzina Samantha Smith scrisse al capo del Cremlino

C'era ancora la Guerra Fredda quando la giovanissima americana prese carta e penna e chiese la pace ad Andropov. Ebbe risposta diretta e si recò in Urss per una visita che creò polemiche

Quando la ragazzina Samantha Smith scrisse al capo del Cremlino

Marcello Cecconi

7 Luglio 2022 - 08.05


Preroll

Quella di Samantha è una storia svanita nella nebbia del lontano (?) periodo della Guerra Fredda. Una storia dimenticata che, allora, fece discutere conservatori e pacifisti e che poi finì dimenticata sotto le macerie del muro di Berlino. Il 7 luglio del 1983, giusto giusto trentanove anni fa, la ragazzina americana di undici anni, a dispetto del suo presidente attore, Ronald Reagan, sbarcò a Mosca su invito del nuovo capo supremo dell’Unione Sovietica, Jurij Andropov, uomo duro che proveniva dal Kgb. Dunque una Greta Tumberg ante litteram, in versione esclusiva di ingenuo pacifismo, in anni in cui l’ambientalismo era solo Green Peace e protesta per il nucleare.

OutStream Desktop
Top right Mobile

Oggi la storia sembra aver ingranato una sorta di retro-marcia incontrollata con l’Occidente avventurosamente guidato da un Biden, presidente che forse sa recitare più dell’attore Reagan e  con la Russia sventuratamente tornata “sovietica e imperialista” e comandata a bacchetta da un Putin che, come Andropov, è cresciuto nel Kgb.  Come non pensare a Karl Marx che sosteneva che “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”.  Non aveva immaginato, il grande pensatore, che anche la seconda volta poteva presentarsi ugualmente con il volto della tragedia. Insomma se ci mettessimo a giocare a “trova le differenze”, il compito non sarebbe così facile.

Middle placement Mobile

Sarà per questo che riproporre questa storia oggi assume un sapore amaro e sferzante. Samantha aveva inviato una lettera al capo del Cremlino da poco insediato dopo la morte di Breznev: “Caro Sig. Andropov, Mi chiamo Samantha Smith. E ho dieci anni. Congratulazioni per il vostro nuovo lavoro. Mi sono preoccupata a proposito di una possibile guerra nucleare tra Russia e Stati Uniti. State per votare per avere una guerra o no? Se non volete, ditemi per favore come farete per evitare che ci sia una guerra. A questa domanda potete non rispondere, ma mi piacerebbe sapere perché volete conquistare il mondo o almeno il nostro Paese. Dio ha creato il mondo per noi perché potessimo viverci insieme in pace, non per combatterci. Sinceramente, Samantha Smith”.

Dynamic 1
Samantha Smith attorniata dalla stampa

Passò qualche mese ma sorprendentemente le arrivò la risposta di Andropov in cui il leader sovietico tra le altre cose diceva: “…Ti risponderò con assoluta serietà ed onestà. Sì Samantha, noi nell’Unione Sovietica stiamo tentando di fare tutto il possibile perché non ci siano guerre sulla Terra. Questo è ciò che ogni uomo sovietico vuole. Ciò che il grande fondatore del nostro Stato, Vladimir Lenin, ci insegnò. Il popolo sovietico sa quale cosa terribile possa essere una guerra. … E oggi desideriamo ardentemente vivere in pace, commerciare e cooperare con tutti i nostri compagni di viaggio su questa Terra — che siano vicini o lontani. E certamente anche con un grande Paese come gli Stati Uniti d’America. In America e nel nostro Paese ci sono armi nucleari – armi terribili che possono uccidere milioni di persone in un istante. Ma vogliamo che non vengano mai usate. ..Nessuno nel nostro Paese – né i lavoratori o i contadini, gli scrittori o i dottori, né gli adulti o i bambini, né i membri del governo – desiderano una grande o “piccola” guerra. Noi vogliamo la pace – abbiamo dell’altro da fare: far crescere il frumento, costruire e inventare, scrivere libri e volare nello spazio. Noi vogliamo la pace per noi stessi e per tutti i popoli del pianeta. Per i nostri figli e per te, Samantha. Ti invito, se i tuoi genitori saranno d’accordo, a venire in visita nel nostro Paese, il momento migliore sarebbe questa estate. Scoprirai il nostro Paese, incontrerai i tuoi coetanei, visiterai un campo internazionale per bambini – “Artek” – sulla riva del mare. E vedrai con i tuoi occhi: nell’Unione Sovietica, ognuno è per la pace e l’amicizia tra i popoli. Grazie per la tua lettera. Ti auguro tutto il meglio per la tua giovane vita. Yuri Andropov”.

L’arrivo in Unione Sovietica

Il 7 luglio 1983, in compagnia dei genitori, Samantha Smith andò in Unione Sovietica. Andropov, che era molto malato –  sarebbe morto di lì a poco – non potette stringerle la mano ma la visita nell’Urss fu intensa e partecipata, con La Pravda che le dedicò intere pagine. Al ritorno in Usa l’accoglienza alla ragazzina ebbe sentimenti contradditori ma la sua morte precoce aiutò a far dimenticare il tutto. Morì due anni dopo, a solo 13 anni, in un incidente aereo, quando da giovanissima leader del movimento pacifista tornava a casa dopo aver registrato in uno studio tv una trasmissione per ragazzi.

Dynamic 2

Le atrocità e le guerre non sono cambiate per niente e le immagini quotidiane ce lo confermano facendoci sentire quasi impotenti. Ma una cosa è cambiata di sicuro. Le lettere non si scrivono più!

Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage
WebInterstitial Mobile