La piattaforma Rousseau e le 'anime morte' di Gogol

Un certo giorno, dunque, in un distretto non meglio precisato dell’impero, giunge l’astuto Consigliere di Collegio Pavel Ivanovič Čičikov, con in testa un piano diabolico...

Le anime morte di Gogol

Le anime morte di Gogol

Maurizio Bettini 14 maggio 2021

Nella Russia zarista la ricchezza dei proprietari terrieri si misurava in “anime”, vale a dire in servi maschi che lavoravano nelle tenute del padrone. E’ questo lo sfondo su si colloca il celebre romanzo di Nicolaj Gogol, Le anime morte, di cui stiamo per raccontare succintamente la trama.

Un certo giorno, dunque, in un distretto non meglio precisato dell’impero, giunge l’astuto Consigliere di Collegio Pavel Ivanovič Čičikov, con in testa un piano diabolico: quello di acquistare dai proprietari, a prezzo stracciato, la proprietà dei servi defunti dopo l’ultimo censimento, i quali continueranno però a figurare in vita fin quando non ne verrà registrata la morte nel censimento successivo.
Questi servi portano colloquialmente (e cinicamente) il nome di “anime morte” – ma perché Čičikov vuole fare incetta di “anime morte”? Semplicemente per farsi un “capitale” di servi inesistenti nei campi - ma ben vivi e presenti nella realtà cartacea della burocrazia russa – in modo da poter ipotecare le proprie “anime morte” ricavandone un notevole profitto.

Ecco, nei giorni passati, a forza di sentir parlare di “elenchi” contenenti gli i nomi degli “iscritti” al Movimento Cinque Stelle, di proprietà (almeno così si dice) della piattaforma Russeau e Davide Casaleggio, mentre Crimi e Conte gliela contendono, non ho potuto fare a meno di pensare al capitale di “anime morte” che si era costruito il Čičikov di Gogol.

Chi ne sa nulla, infatti, di questi elenchi? Quali persone vi sono registrate? Come si chiamano davvero?

Avranno pure di nomi e delle facce, oltre ad essere un anonimo e collettivo “elenco di iscritti”. E poi, esisteranno davvero, costoro? Io non ne ho mai visto nessuno. Non è mai capitato, per esempio, che un “gruppo di iscritti” si mettesse davanti a Montecitorio sbandierando cartelli che dicono “siamo noi quelli della lista contesa, vogliamo questo o quello”.

Così come non è mai capitato che, poniamo, Lilli Gruber a “Otto e Mezzo” avesse invitato un membro del famoso “elenco” di “iscritti” per farcelo vedere e ascoltare: ecco qua, stasera insieme alla virologa xy, al noto giornalista opinionista, alla presidente del Museo Egizio di Torino (Palazzeschi diceva che in Italia è attuale solo il passato, e non sapeva quanto aveva ragione: pure gli Egizi), stasera dunque è qui con noi Maria Antonietta Romini, appartenente al celebre “elenco” degli iscritti al Movimento… Mai successo. Un insieme di anime invisibili, speriamo non morte, ma che a quanto pare hanno un notevole valore ‘ipotecario’ sul mercato della politica.