Diritti umani: una class action contro i ministri francesi per le brutalità della polizia

Sotto accusa l'atteggiamento discriminatorio che gli agenti continuano a manifestare nei confronti dei francesi ritenuti africani o arabi per il colore della pelle o per le sembianze fisiche che hanno.

Polizia francesi

Polizia francesi

Marcello Flores 27 gennaio 2021

Sei organizzazioni francesi per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, hanno lanciato una «class action» contro il Primo ministro, il ministro dell’Interno, e quello della Giustizia, per il lungo e ripetuto atteggiamento discriminatorio che le forze di polizia continuano a manifestare nei confronti dei cittadini francesi ritenuti africani o arabi per il colore della pelle o per le sembianze fisiche e le caratteristiche somatiche che hanno.

I profili dei possibili criminali che la polizia utilizza sono basati largamente sulla presunzione di una tendenza etnica al crimine dei cittadini che possono sembrare africani o arabi, in modo indiscriminato anche se si tratta, quasi sempre, di persone nate e cresciute in Francia e che costituiscono la seconda, terza o quarta generazione rispetto ai loro parenti che immigrarono per primi in terra francese.
La documentazione raccolta a sostegno di questa azione collettiva di protesta sul terreno legale presenta decine di testimonianze, anche di ragazzi di 12-13 anni, fermati ripetutamente senza motivo solo perché la loro apparenza esterna li fa qualificare – in base ai profili che i poliziotti ricevono per svolgere il proprio lavoro – come criminali potenziali da controllare e sospettare a più riprese.


Questa politica discriminatoria, che non può essere ridotta come hanno sostenuto più volte i vertici politici e militari dei corpi di polizia a «incidenti sporadici», dimostra uno schema discriminatorio consolidato che è stato più volte denunciato dal Difensore dei Diritti francese e che la stessa Corte di Cassazione ha condannato, in alcuni casi, come grave cattiva condotta che coinvolge la responsabilità dello stato.


Negli ultimi mesi la polizia francese è stata accusata più volte di abusi di tipo razziale (come nel pestaggio selvaggio del produttore di musica nera Michel Zecler nel novembre 2020) e lo stesso presidente Macron ha dovuto riconoscere l’esistenza di profili etnici tracciati dalla polizia, chiedendo per la fine di questo mese un processo di consultazione ampio capace di coinvolgere polizia e cittadini.