"The Last 20" nasce per cambiare il mondo dal basso

Contraltare del G20 riunisce e dà voce ai 20 paesi del mondo con i peggiori indicatori socio-economici e ambientali. Una serie di eventi in Italia che partiranno da Reggio Calabria il 22 luglio

Un'immagine dal sito di L20

Un'immagine dal sito di L20

Redazione 20 luglio 2021
di Marcello Cecconi 

Si concretizza il progetto The Last 20 pensato e voluto da un comitato che da tempo ci sta lavorando. Il primo evento in programma prenderà il via il 22 luglio da Reggio Calabria proprio mentre l’Italia sta ospitando e presiedendo il forum “contraltare”, quel G20 che culminerà nel vertice dei Capi di Stato e di Governo il 30 e 31 ottobre 2021.

Così mentre il forum G20 riunisce i 19 Paesi più potenti a livello economico del mondo, con l’aggiunta dell’Unione Europea, The Last 20 ha deciso di mettere insieme i rappresentanti dei “L20”, i venti Paesi del mondo posizionati all’estremità opposta con i peggiori indicatori socio-economici e ambientali. Eccoli in ordine alfabetico: Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea Bissau, Libano, Liberia, Malawi, Mali, Mozambico, Niger, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan e Yemen.

Un capovolgimento di valori, si parte dal basso per dar voce a popolazioni che non hanno scelto di essere ultimi e che nemmeno lo sono per caso ma impoveriti, per gran parte, da fattori esterni come guerre, catastrofi climatiche e dallo strapotere neocolonialista di Stati o multinazionali che sfruttano risorse umane e ambientali fino all’estrema conseguenza.

“Ci siamo anche noi su questo pianeta!” dice Tonino Perna, vice-sindaco di Reggio Calabria e coordinatore del Comitato L20. “The Last 20 – continua Perna – vuole cambiare il punto di vista sul mondo e invita a guardarlo con gli occhi degli ultimi”. Di più. “The Last 20 misura la temperatura sociale, economica e ambientale del Pianeta – se lo consideriamo un organismo vivente – e analizza i suoi punti più sensibili, scoprendo i mutamenti che stiamo attraversando e andando alla radice dei problemi e delle contraddizioni del nostro tempo”.

Un obiettivo chiaramente politico per portare nell’agenda quotidiana della discussione mediatica problematiche di questi paesi che non possono né essere dimenticate e nemmeno sottovalutate. Il progetto di più ampio respiro è la formazione di un comitato scientifico che annualmente prepari e presenti un Report Last 20, compilato con criteri oggettivi oltre la classica e ormai superata misurazione del PIL e corredato da approfondite analisi proprio sulle parti più fragili dell’umanità, con lo scopo di far emergere con chiarezza quanto si possa e si debba cambiare il mondo partendo proprio dal basso.

Ecco chi sono i promotori di The Last 20: Comune e Città metropolitana di Reggio Calabria, Federazione delle diaspore africane in Italia, Fondazione Terre des Hommes (Italia), ITRIA (Itinerari turistico-religiosi interculturali accessibili), Mediterranean Hope, Re.Co.Sol. (Rete Comuni solidali), Rete azione TerraE, Fondazione Casa della Carità (Milano), Parco Ludico Tecnologico Ecolandia. Intanto stanno arrivando numerose adesioni e collaborazione che il sito, da poco online, sta evidenziando.

Come dicevamo la prima tappa dell’evento sarà a Reggio Calabria, il 22 luglio, e vede l’intitolazione simbolica del nuovo ponte sul waterfront della città all’Ambasciatore italiano Luca Attanasio, morto tragicamente insieme alla sua scorta, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo. La tre giorni calabrese si concentrerà sui grandi temi delle migrazioni, dell’accoglienza e dell’intercultura con un ampio programma di incontri e una lista di ospiti che potete vedere sul loro sito.

Dopo la Calabria le altre tappe del Last20 si sposteranno lungo la penisola: dal 10 al 12 settembre a Roma, dal 17 al 21 settembre in Abruzzo e Molise, dal 22 al 26 settembre a Milano per concludersi a Santa Maria di Leuca il 2-3 ottobre per la stesura di un comune documento da presentare nelle sedi internazionali e ai media.