Jair Bolsonaro cancella la cultura dal governo brasiliano

Il neo presidente populista di estrema destra ha eliminato il ministero. Nel 2003 Lula nominò ministro Gilberto Gil

Jair Bolsonaro

Jair Bolsonaro

redazione 11 gennaio 2019
Via il ministero della cultura. Non un ministro, via proprio il ministero. Riferisce la notizia il giornale brasiliano O Globo: quando il populista di estrema destra Jair Bolsonaro ha presentato il suo consiglio dei ministri mancava il titolare alla cultura. Per il quotidiano l'assenza si spiega così: Bolsonaro ha cancellato quel ministesro e lo ha inglobato nel nuovo ministero della cittadinanza che comprende politiche sociali, sport e cultura ed è affidato all'ex deputato federale Osmar Terra. Il quale Terra, stando sempre a O Globo, è stato coinvolto in dure polemiche sulla politica antidroga, ha difeso la punibilità di chi consuma droghe ed è stato accusato di aver distorto dati su paesi dove la mariuana è legale. Già medico e politico, Terra non ha esperienza nella cultura o nella politica culturale.
D'impronta marcatamente autoritaria e fascista Bolsonaro, affermano i brasiliani che vi si sono opposti, sta facendo quanto aveva annunciato. Al sito Artnet Fernanda Brenner, dell'organizzazione non-profit Pîvo di San Paolo, ha detto che il neopresidente “ha trasformato il ministero della cultura in un piccolo segretariato e fra tanti provvedimenti disastrosi presi in poco tempo questo è passato quasi inosservato”. Tra i provvedimenti già presi, Bolsonaro ha già emesso decreti che riducono la protezione per le popolazioni indigene e per l'ambiente.
Per avere in mente la differenza: Lula quando divenne presidente nel 2003 nominò il musicista Gilberto Gil. Che, nel 2008, si dimise perché non aveva più tempo per la musica. Ma quella nomina dà la cifra di quanto per Lula contasse la cultura, tanto più affidata a un artista molto sensibile verso i diritti umani, le minoranze, la devastazione ambientale.