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Il 2025 tra gli anni più caldi mai registrati: superata la soglia dell’Accordo di Parigi

Secondo gli scienziati la temperatura media globale ha superato per la prima volta il limite di 1,5°C fissato dal trattato internazionale stipulato 10 anni fa nella capitale transalpina

Il 2025 tra gli anni più caldi mai registrati: superata la soglia dell’Accordo di Parigi
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4 Gennaio 2026 - 15.50


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Il 2025 è stato uno degli anni (insieme al 2023 e al 2024) più caldi di sempre a livello globale, confermando l’accelerazione del cambiamento climatico causato dall’attività umana. Questo è quanto emerge dal rapporto pubblicato dai ricercatori della World Weather Attribution, un’organizzazione scientifica internazionale che studia e analizza il ruolo del cambiamento climatico nei singoli eventi metereologici estremi.

Secondo il report, il fattore che rende l’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle particolarmente significativo non è il posizionamento in classifica, ma l’ambiente in cui quel risultato matura. Le temperature sono rimaste eccezionalmente elevate nonostante la presenza del fenomeno La Niña, che solitamente provoca un raffreddamento naturale delle acque dell’Oceano Pacifico e influenza il clima in molte regioni del mondo.

Nel 2025, però, questo meccanismo non ha prodotto effetti apprezzabili sulla media globale. L’anno scorso, il contributo raffreddante associato alla variabilità naturale è stato compensato da un riscaldamento di fondo più intenso e persistente, legato all’aumento delle concentrazioni di gas serra in atmosfera. Secondo gli scienziati, questo dimostra come il riscaldamento climatico stia ormai superando gli effetti della variabilità climatica naturale.

Secondo le analisi effettuate, la media globale del triennio 2023–2025 si colloca in prossimità, e secondo alcune valutazioni oltre, della soglia di +1,5 °C rispetto all’era preindustriale (il periodo compreso tra il 1750 e il 1850), il valore di riferimento fissato dall’Accordo di Parigi, siglato nel 2015 per contenere i rischi climatici più gravi.

Secondo i dati elaborati dal portale informativo Copernicus Climate Change Service (C3S), il 2025 consolida un nuovo livello termico di riferimento per il pianeta. Non si tratta di stabilire se questo valore verrà temporaneamente superato o riassorbito, ma di riconoscere che il clima globale opera ormai su una piattaforma più calda, nella quale record e anomalie non rappresentano più delle deviazioni sporadiche, ma degli elementi strutturali del sistema.

Va precisato che l’anno scorso il riscaldamento non si è manifestato in modo uniforme. Partendo dal nostro continente, l’Europa, dobbiamo dire che le stagioni intermedie hanno registrato temperature persistentemente sopra la media, con un prolungamento delle condizioni miti ben oltre i periodi tradizionali.

Spostandoci oltreoceano, invece, sia in Nord America che in Asia settentrionale il caldo ha inciso sulla durata della copertura nevosa e sull’equilibrio del suolo ghiacciato. Nel complesso, il quadro restituisce un pianeta che opera su un livello termico più alto rispetto a qualsiasi altra fase precedente dell’era industriale.

Tuttavia, a subire il dirompente effetto del cambiamento climatico sono principalmente gli oceani, che continuano ad assorbire la quota maggiore dell’energia in eccesso generata dal riscaldamento globale. Nel 2025 le temperature superficiali marine si sono mantenute su valori eccezionalmente elevati per lunghi periodi dell’anno, confermando una tendenza già osservata nel biennio precedente. 

Parallelamente, l’estensione dei ghiacci marini ha mostrato segnali coerenti con un sistema in riscaldamento. Nell’Artico, l’estensione dei ghiacci marini ha mostrato valori inferiori alle medie recenti in diverse fasi dell’anno, mentre in Antartide la variabilità resta elevata ma con un bilancio complessivamente inferiore ai riferimenti storici più consolidati.

L’analisi della World Weather Attribution, rilasciata martedì in Europa, è arrivata dopo un anno di eventi estremi legati al riscaldamento globale. Gli scienziati della suddetta organizzazione hanno identificato ben 157 situazioni gravi nel 2025, definite tali per criteri come oltre 100 morti, impatto su metà della popolazione o stato di emergenza.

Alcune onde di calore studiate, spesso letali per l’essere umano, erano 10 volte più probabili rispetto a un decennio fa. A proposito di questi poco incoraggianti dati circa la situazione che attualmente sta vivendo il clima a livello mondiale, Frederike Otto, co-fondatrice di World Weather Attribution e scienziata del clima all’Imperial College di Londra, si è così espressa: “Le onde di calore osservate quest’anno sono eventi comuni nel nostro clima attuale, ma sarebbero state quasi impossibili senza il cambiamento climatico indotto dall’uomo. Fa una enorme differenza”.

E ha aggiunto Otto: “Se non smettiamo di bruciare combustibili fossili molto, molto rapidamente, presto sarà molto difficile mantenere quell’obiettivo di riscaldamento. La scienza è sempre più chiara”.

E ha concluso la co-fondatrice di WWA: “Il meteo geopolitico è molto nuvoloso quest’anno, con molti policymaker che favoriscono l’industria dei combustibili fossili anziché le popolazioni. E c’è una enorme quantità di disinformazione da affrontare”.

Insomma, la situazione climatica a livello globale sembra peggiorare giorno dopo giorno, e l’augurio è che i detentori del potere aprano gli occhi e si rendano conto della tragica situazione che il nostro pianeta sta vivendo da ormai troppo tempo, perchè ne vale il futuro dell’umanità intera.

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