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Addio a Umberto Bossi, il “Senatùr” della politica italiana

Fondatore della Lega e protagonista della Seconda Repubblica, è morto a 84 anni a Varese. Tra federalismo, provocazioni e incarichi istituzionali, lascia un’eredità politica lunga quasi cinquant’anni

Addio a Umberto Bossi, il “Senatùr” della politica italiana
Umberto Bossi (Fonte: Ansa.it)
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19 Marzo 2026 - 21.49


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È morto a Varese Umberto Bossi, fondatore della Lega e figura tra le più influenti e controverse della politica italiana contemporanea. Aveva 84 anni e alle spalle quasi mezzo secolo di attività istituzionale, durante il quale ha ricoperto ruoli chiave e contribuito a ridefinire il linguaggio e gli equilibri del sistema politico.

Per tutti era il “Senatùr”, soprannome nato con il suo primo ingresso al Senato nel 1987. In realtà, nella sua lunga carriera fu senatore solo due volte, ma sedette in Parlamento per decenni: sei volte deputato, tre volte europarlamentare e due volte ministro delle Riforme nei governi guidati da Silvio Berlusconi, dal 2001 al 2004 e dal 2008 al 2011. Un percorso che lo ha reso uno dei protagonisti assoluti della Seconda Repubblica.

Fondatore della Lega Lombarda, poi divenuta Lega Nord, Bossi guidò il partito dalla nascita ufficiale nel 1991 fino al 2012, risultando uno dei segretari più longevi della storia politica italiana. La sua leadership trasformò un movimento territoriale in una forza decisiva a livello nazionale, capace di influenzare governi e alleanze.

La sua azione politica fu segnata da battaglie identitarie e da una comunicazione dirompente. Dalla lotta contro “Roma ladrona” alla rivendicazione della Padania, fino alla richiesta di federalismo e, in alcune fasi, di secessione, Bossi costruì un immaginario politico potente e riconoscibile. Le adunate di Pontida, i simboli padani e i riti collettivi contribuirono a consolidare una base militante fortemente identitaria.

Innovatore nei contenuti e nei toni, introdusse nel dibattito pubblico un linguaggio diretto, spesso provocatorio, fatto di dialetto, slogan e gestualità fuori dagli schemi istituzionali. Un modo di comunicare che rompeva con la tradizione e che, nel tempo, avrebbe influenzato profondamente lo stile della politica italiana.

Determinante fu anche il suo rapporto con Silvio Berlusconi, inizialmente conflittuale e poi sempre più solido. Un’alleanza che ha segnato le principali stagioni del centrodestra e contribuito a plasmare gli equilibri politici degli anni Novanta e Duemila.

La sua carriera non fu priva di difficoltà. Nel 2004 fu colpito da un grave ictus che ne ridusse la presenza pubblica. Nel 2012 si dimise da segretario della Lega in seguito allo scandalo sui rimborsi elettorali. Negli anni successivi rimase una figura simbolica del movimento, mentre il partito cambiava volto sotto nuove leadership.

Alla notizia della sua scomparsa, numerosi esponenti politici hanno espresso cordoglio. Antonio Tajani lo ha ricordato come “protagonista di primo piano del cambiamento in Italia” e grande amico di Berlusconi. Parole che si aggiungono a quelle di altri leader, tra alleati e avversari, che ne riconoscono il peso storico.

Con la morte di Umberto Bossi si chiude una lunga stagione politica. Figura divisiva ma centrale, ha lasciato un segno profondo nella storia della Repubblica, contribuendo a ridefinire temi, linguaggi e identità della politica italiana contemporanea.

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