Albinati, Mazzucco, Murgia, Piperno, Veronesi: ecco di cosa abbiamo paura

I cinque scrittori a Romaeuropa festival questa settimana da oggi parlano di un’emozione comune a tutti in modo diverso e che condiziona molto la politica

Michela Murgia ed Edoardo Albinati. Foto © Musacchio, Ianniello & Pasqualini per Romaeuropa festival

Michela Murgia ed Edoardo Albinati. Foto © Musacchio, Ianniello & Pasqualini per Romaeuropa festival

redazione 21 settembre 2020
La paura serviva ai nostri progenitori per evitare situazioni fatali (come trovarsi davanti a un predatore), la paura è parte di noi umani, tuttavia la paura sembra regolare i nostri tempi: la paura (necessaria) del contagio da Covid, la paura rimossa e ignorata per cui c’è chi arriva a negare l’esistenza o la virulenza del virus tanto è terrorizzato, la paura di chi reputa “diverso” … Anche a sinistra si vota spesso su questa emozione perché abbiamo una destra che ha pulsioni così autoritarie che farebbe scricchiolare la democrazia stessa, come fanno capi di governo cari a Salvini o a Giorgia Meloni quale è Orban in Ungheria.

Ordunque, è intorno alla paura che il Romaueropa Festival con la Fondazione Bellonci (l’istituzione del premio Strega) per questa edizione 2020 condizionata dalle misure anticovid ha avuto una bella idea: organizza per la prima volta un ciclo con cinque scrittori “Sulla Paura”. Gli autori da oggi 21 fino al 26 settembre che tengono altrettante “lezioni magistrali” (formula per la verità oramai inflazionata) sono tutti sensibili alle pulsioni emotive e politiche della nostra società: nell’ordine stasera parla Sandro Veronesi, domani 22 Melania Mazzucco, mercoledì 23 settembre interviene Alessandro Piperno, venerdì 25 Michela Murgia, infine sabato 26 parla Edoardo Albinati. Gli appuntamenti sono nella prima sede originaria del festival, l’Accademia di Francia a Roma a Villa Medici, alle 20 come orario, con biglietti a 10 euro

Il ciclo è curato da Francesco Siciliano insieme a Francesca d’Aloja e con la Fondazione Bellonci. “L’uomo conosce la paura da sempre e ognuno di noi ne sperimenta il potere e la forza fin da bambino – afferma Francesco Siciliano nella nota stampa - Oggi, così come in tutti i periodi della storia in cui una calamità o una guerra si è abbattuta sul mondo, la paura è rientrata d’imperio nel vocabolario quotidiano. Ma non c’è solo la paura di ammalarsi o di morire. Le paure sono tante e si declinano in ogni aspetto della vita umana, ognuno ha le sue, e ciascuno percepisce la paura attraverso la propria sensibilità”.

Nel frattempo riuniti in una sorta di forum a distanza i cinque scrittori hanno confessato alcune loro paure alla “Lettura” che era in edicola la settimana scorsa. Ad Albinati “spaventano più i pericoli per le persone che mi stanno vicino, o anche non vicino. Vedere una persona su un cornicione mi fa quasi più impressione che starci”. Melania Mazzucco riconosce la paura “della profezia dell’homeless”, Michela Murgia su se stessa non ha molti timori” ma “l’idea che i miei figli possano essere esposti a qualcosa fuori dalla mia portata mi spaventa”.
Piperno rivela alla giornalista Cristina Taglietti come “paura più antica” quella “di essere infangato da un’accusa non vera, finire in galera, portarmi addosso la vergogna”, Veronesi, che gira molto per l’Italia, e sente “una certa paura di incontrare una persona asintomatica che ha fatto le vacanze in Sardegna e viene a farsi firmare da me Il colibrì (il romanzo con cui ha vinto lo Strega, ndr) un po’ ce l’ho”.

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