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Nereo, senza tetto e lettore infaticabile che lascia un vuoto a Roma

A 73 Nereo Gino Murari è stato ucciso da un pirata della strada. Paolo Conti sul CorSera ricorda un uomo amato nel quartiere anche perché divorava libri

Nereo, senza tetto e lettore infaticabile che lascia un vuoto a Roma

redazione

8 Gennaio 2019 - 13.36


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Riprendiamo una vicenda raccontata da Paolo Conti sul Corriere della Sera di martedì 8 gennaio a p. 23: la morte a Roma di un senza tetto speciale, Nereo Gino Murari. Viveva da una quindicina d’anni «all’incrocio tra il sottopassaggio di corso d’Italia e via Campania». Aveva una bella indole, racconta il giornalista, e su tutto era era un appassionato lettore di libri. Gialli soprattutto. Amava la lettura, la parola scritta. A 73 anni all’alba di ieri, martedì 7, un pirata della strada lo ha investito con l’auto ed è scappato. Nereo Gino Murari sarà ricordato nella chiesa di Santa Teresa, in Corso d’Italia 37, mercoledì 9 alle 19.

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Nereo Gino Murari, scrive il cronista in un articolo accorato e addolorato, veniva dalla provincia di Verona e tanti lo avevano soprannominato come la sua provincia. «Era una presenza visibilissima e amichevole per un intero quartiere» e «aveva una caratteristica unica nel vasto e disperato popolo di chi ha perso l’orientamento nella vita, e ha la strada come non-tetto: leggeva. Continuamente. A ogni ora del mattino, del pomeriggio, della sera. Divorava romanzi, e soprattutto gialli, che erano la sua passione», ricorda Conti. Che parla anche della sua cagnetta nera, Lilla, la quale – aggiunge – sarà per fortuna adottata da una signora del quartiere.

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Nereo Gino Murari, dice sempre il giornalista, non accettava elemosine e si faceva confortare dalla benemerita comunità di Sant’Egidio che, aggiungiamo noi, a Roma supplisce sempre più alle inadempienze e carenze della città. Senza infilarci in toni retorici, ci pare giusto ricordare qui un lettore appassionato tanto per rammentare che la cultura può trovare spazio e rifugio ovunque. Più di un abitante ha lasciato biglietti addolorati come una signora, Federica, che lo ha descritto come «una bella persona e un lettore infaticabile».

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