Parole avanti: un saggio sul femminismo che è un regalo per noi 20enni

La scrittrice e femminista a tutto tondo Claudia Sarritzu, originaria di Cagliari, ci consegna un manuale di vita che risolutamente reclama, oggi più che mai, una locazione d’onore nella propria libreria.

Claudia Sarritzu e Angelica Grivel Serra

Claudia Sarritzu e Angelica Grivel Serra

redazione 31 dicembre 2018
di Angelica Grivel Serra
Con il suo recente saggio ‘Parole avanti-femminismo del terzo millennio’, edito da Palabanda Edizioni, la scrittrice e femminista a tutto tondo Claudia Sarritzu, originaria di Cagliari, ci consegna un manuale di vita che risolutamente reclama, oggi più che mai, una locazione d’onore nella propria libreria. La grinta della voce dell’autrice Sarda s’impone con tenore rigoroso sin dalle pagine d’esordio del volume, che si presenta come una fatale rivendicazione.
La lettura del saggio risulta paradossalmente fondamentale nell’adesso, in questa triste era in cui ciò che dovrebbe essere dato per assodato non è ancora messaggio perspicuo nel ragionare comune dell’umanità.
La penna veloce di Claudia Sarritzu si inerpica dunque con fluido coraggio nel racconto drammatico, pulsante e privo di orpelli di una realtà che permane inamidata all’interno di una congerie di concetti dalla struttura sessista e impari. Ciascun capitolo dell’opera offre il ritratto più veritiero di un’allarmante sproporzione di genere, e non esita a portare con sé le immagini riportate dall’occhio giornalistico dell’autrice, che mai caracolla nel cattedratico. ‘Sono diventata femminista […] quando ho capito che il femminismo è resistenza, un vero e proprio fronte e che gli uomini non sono il male, nella stragrande maggioranza. Il male sta nella nostra cultura maschilista’.
Lo scritto di Claudia Sarritzu si propone un’eversione, che in fondo non è altro che la richiesta di una parità di genere che dovrebbe rientrare nella quotidianità; e una rivoluzione, pur se paradossale, deve cominciare dalle parole e dalla loro pregnanza sociale, perché ‘è la lingua che fa una cultura ed è da qui che bisogna partire’. Imperdibile per chiunque creda che essere femministi non sia una questione di genere; quindi, soprattutto per gli uomini veri.