Giuseppe Sgarbi, il farmacista che si era rivelato scrittore

Morto il padre di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi. Farmacista, ha pubblicato quattro romanzi ed è in uscita il quinto: "Il canale dei cuori"

Giuseppe Sgarbi con la moglie Rina dalla copertina di "Il canale dei cuori", Skira editore

Giuseppe Sgarbi con la moglie Rina dalla copertina di "Il canale dei cuori", Skira editore

redazione 23 gennaio 2018

È morto oggi Giuseppe Sgarbi, farmacista, padre dello storico dell’arte e polemista Vittorio, e di Elisabetta, scrittrice, editrice, regista: nato nel 1921, in tarda età si è rivelato scrittore prezioso e sottile. La casa editrice Skira sta per pubblicare il suo ultimo libro, l’8 febbraio: “Il canale dei cuori”, 168 pagine, 15 euro. “Ha scritto molti libri negli ultimi anni, rivelando un profilo da scrittore vero, silenzioso, poetico”, annota in una mail Alba Donati, poetessa fiorentina.


 


“Giuseppe “Nino” Sgarbi è nato narratore - ricorda la nota stampa del suo editore - Ha sempre amato leggere, inventare e raccontare storie: storie della campagna veneta nella quale è nato, il 15 gennaio 1921; storie della sua famiglia d’origine – papà Vittorio, imprenditore agricolo e grande seduttore, mamma Clementina, tra le ragazze più belle di tutto il bacino del Po, la giunonica e inflessibile nonna Angela, la pragmatica ed enigmatica zia Eliduina, le sorelle Angiolina, Lidia, Nelly; storie del mulino di Stienta, il primo alimentato a energia elettrica di tutto il Nordest; storie della grande Storia: la Seconda Guerra Mondiale – campagna di Grecia, 8 settembre, ritirata dei tedeschi, liberazione –, l’alluvione del Polesine del ’51 e la ricostruzione; storie di sé: l’incontro con Caterina “Rina” Cavallini, la “spaccatutto” conosciuta nei laboratori di chimica dell’Università di Ferrara, sposata pochi mesi dopo, all’insaputa di tutti; i figli Vittorio ed Elisabetta, la farmacia e la casa di Ro, cenacolo straordinario di intellettuali e artisti come Giorgio Bassani, Valerio Zurlini, Alberto Moravia, Umberto Eco, Federico Zeri, Pier Vittorio Tondelli. Così, dopo cinquant’anni passati dietro al bancone della sua farmacia, l’uomo che era nato narratore ha potuto, finalmente, diventare ciò che era sempre stato: uno scrittore”.



Tre i romanzi finora pubblicati, tutti editi da Skira. “Lungo l’argine del tempo” (2014, Premio Bancarella Opera Prima e Premio Internazionale Martoglio), “Non chiedere cosa sarà il futuro” (2015), “Lei mi parla ancora” (2016), Premio Riviera delle Palme 2017.