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Tadej Pogacar dà spettacolo sulle Strade Bianche senesi

È il quarto trionfo del giovane sloveno, il terzo consecutivo.

Tadej Pogacar dà spettacolo sulle Strade Bianche senesi
Tadej Pogacar alle Strade Bianche 2026 (Fonte: Ansa.it)
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7 Marzo 2026 - 22.04


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di Pancrazio Cardelli Anfuso

Nelle venti edizioni disputate Tadej Pogacar è il ciclista che ha vinto di più, e benché gli sia stato dedicato il tratto di Colle Pinzuto, lui fa la differenza ancora una volta, come nella scorsa stagione, sulle rampe del monte Sante Marie, le prime adornate da un cippo che celebrava le imprese del campione elvetico Fabian Cancellara.

La superiorità di Tadej è talmente evidente che sono ormai da considerare normali quelle che nel linguaggio del ciclismo si definiscono fughe d’altri tempi: quelle che partono molto distanti dal traguardo, in un crescendo irresistibile che somiglia a una marcia trionfale. La cosa si ripete talmente tanto spesso che sarà necessario aggiornare il frasario della retorica ciclistica.

Pogacar mantiene un’invidiabile lucidità, al punto da comunicare, in bici, con chi ne documenta le imprese: ha consigliato alla moto che lo seguiva di rallentare, con un gesto della mano, nel punto in cui cadde e s’infilò in un cespuglio l’anno scorso, rischiando di farsi male.

Poi, affiancato nella discesa di Pescaia, che portava la corsa alla base della micidiale erta di Fontebranda, ha sorriso sbuffando per la fatica di una corsa che dice la verità sui valori in campo, senza tema di smentita.

Ha poi detto che staccare il giovane francese Paul Seixas, 19 anni, non è stato per niente facile. Questo fa balenare la promessa di un futuro contendente per il campione sloveno, che rischia seriamente, ormai, di uccidere le competizioni con la sua voglia di vittoria.

Nel polverone del Sante Marie Pogacar è salito con facilità, facendo il vuoto e amministrando un vantaggio consistente fino al traguardo. Alle sue spalle da un primo gruppetto di inseguitori si sono involati Seixas e Del Toro, campione messicano e compagno di squadra di Pogacar, che è finito terzo nella passerella finale in Piazza del Campo.

Nel magnifico scenario senese erano già transitate, tre ore prima, le cicliste, arrivate in quattro a contendersi la vittoria. La coraggiosa Elisa Longo-Borghini ha perso nel finale la possibilità di bissare la sua vittoria del 2017. In un arrivo entusiasmante ha prevalso Elise Chabbey, svizzera, sulla polacca Newiadoma e la tedesca Koch. Quarta l’azzurra.

Un curioso contrattempo ha impedito ad atlete quotate, come Demi Vollering e Pauline Ferrand Prevot, di rientrare sulle prime: un errore nell’interpretazione della segnaletica le ha spedite dallo sterrato dritte nei campi.

Cose che succedono: ci riproveranno l’anno prossimo, e lasciano la strada alla moltitudine di cicloturisti e di amatori che domani la riempiranno nella Gran Fondo Strade Bianche, continuazione ideale della splendida kermesse di primavera, ormai giunta al rango delle grandi classiche del nord.

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