Come farsi guidare con lentezza nei luoghi di Federigo Tozzi

Percorsi che furono cari al grande scrittore senese che si trasformano anche in testi in un percorso reso disponibile dalla interattività. Quando la cultura letteraria si unisce al sapere tecnologico

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Redazione 2 aprile 2021

di Sara Ermini *


Percorsi che furono cari al grande scrittore senese che si trasformano anche in testi in un percorso reso disponibile dalla interattività. Quando la cultura letteraria si unisce al sapere tecnologico.

Come rendere la scoperta dei luoghi di Siena, narrati da uno scrittore nato nel 1883, un’esperienza coinvolgente non solo per gli amanti della letteratura? Come farli scoprire anche a un pubblico eterogeneo per età, provenienza e interessi culturali? Da queste domande siamo partiti per sviluppare il progetto “Sulle tracce di Federigo Tozzi”, promosso dall’Università di Siena, in occasione del centenario della morte dello scrittore. A coordinare il progetto è stato il professor, Riccardo Castellana del dipartimento di Filologia e critica delle letterature, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive (DISPOC).

E' stata così ricostruita la rete di luoghi, urbani ed extraurbani, che sono presenti nella narrativa tozziana. Le numerose descrizioni della Siena a cavallo tra i due secoli sono state selezionate ed estratte da un corpus di 21 opere dell’autore: strade, vie, palazzi, botteghe e luoghi di culto sono stati geolocalizzati e le loro coordinate GPS inserite in un database composto da 62 citazioni letterarie. Ogni citazione è stata associata ad una specifica area geografica. Per rendere fruibile agli utenti la visualizzazione della rete dei luoghi è stata progettata una mappa, sia in versione digitale interattiva  www.federigotozzi.unisi.it sia in formato cartaceo (libro e cartina pieghevole).

Per ogni luogo geolocalizzato sono state inserite una citazione e una foto d’epoca accuratamente selezionate dagli archivi storici. Le tracce lasciate dalla sua narrativa guidano in un viaggio tra le vie del centro storico e della campagna senese, aumentato dalla suggestionante scrittura dell’autore e dalla prospettiva temporale delle immagini storiche.

La progettazione della mappa, nelle modalità di navigazione e consultazione dei contenuti, ha seguito i principi dell’user-centered design (design incentrato sull'utente). Nella prima fase, per rispondere alla domanda del brief, è stata condotta una user research ( ricerca sull'utenza)  e sono stati definiti i pubblici, cioè gli archetipi degli utenti che avrebbero potuto utilizzare il servizio. Le abitudini e i bisogni di questi possibili pubblici sono stati messi al centro della progettazione di scenari d’uso futuri e le soluzioni individuate sono state rappresentate tramite prototipi.

Le prime soluzioni sono state inizialmente abbozzate su sketch cartacei, prototipi a bassa fedeltà, e infine concretizzate in prototipi interattivi. La prototipazione ha facilitato la comunicazione tra tutti i membri del gruppo di lavoro e gli stakeholder ed ha permesso test rapidi e modifiche continue. La visualizzazione delle idee del servizio, resa possibile dai prototipi, ha facilitato l’instaurarsi di un dialogo interdisciplinare tra il team composto da designer, sviluppatori, ricercatori di filologia e lettere, editori e fotografi. Tutti i membri hanno potuto portare il contributo dalla prospettiva della propria disciplina di specializzazione e hanno potuto prendere parte al ciclo di design per raffinare l’idea di servizio iniziale e tradurla step by step nella soluzione finale.

Per quanto concerne lo sviluppo della piattaforma digitale, la visualizzazione dei contenuti e le interazioni sono state pensate per essere fruite sia in modalità desktop sia su dispositivi mobili, così da rispondere alle diverse abitudini di consumo mediale e alla necessità di potere consultare i percorsi in movimento. Le evidenze emerse dalla prima fase hanno condotto inoltre ad un’integrazione della versione digitale con una mappa cartacea, realizzata in formato libro e cartina pieghevole. Questa scelta di soluzione ibrida permette di arricchire l’esperienza di esplorazione dei luoghi mantenendo da un lato la fisicità tattile della carta quale richiamo all’origine letteraria del progetto e, dall’altro, aumentandola con un layer di contenuti interattivi digitali.

 Il passaggio da cartaceo a digitale è stato facilitato e reso più immediato stampando sui prodotti editoriali un qr-code. Dopo aver inquadrato con il proprio smartphone il codice è possibile consultare direttamente la mappa digitale e continuare la navigazione immergendosi in nuovi contenuti. L’utente può abilitare la geolocalizzazione e identificare la propria posizione attuale per visualizzare le citazioni nelle vicinanze ed orientarsi nella navigazione. Selezionando una citazione si apre una scheda di approfondimento all’interno della quale è presente il testo che descrive il luogo, una fotografia d’epoca suggestiva e i riferimenti dell’estratto sotto forma di link interattivo che rimanda alla descrizione curata dell’opera. Oltre alla cura nella presentazione dei contenuti per mantenerne l’identità letteraria, è stato necessario prestare molta attenzione alla progettazione delle micro-interazioni durante l’esperienza di viaggio. I luoghi sono navigabili liberamente, tramite filtri di ricerca o per parola chiave.

I ricercatori hanno tracciato tra la rete di citazioni sette possibili percorsi, urbani ed extra-urbani, estratti dalle opere principali di Tozzi. L’utente può scegliere i percorsi suggeriti filtrando la visualizzazione dei punti di interesse o decidere autonomamente quali tappe visitare. Viene lasciata la possibilità di farsi guidare dall’opera o di comporre un itinerario di viaggio personalizzato sulla base della prossimità, dell’interesse per i luoghi, delle citazioni più suggestive o anche semplicemente sulla base della scelta casuale di una citazione sulla mappa, aprendo in questo modo a diversi punti e modalità di ingresso all’interno dell’opera e della narrativa dello scrittore. Le tracce lasciate da Federigo Tozzi diventano quindi non solo orme da seguire ma stimoli in grado di accendere l’interesse nei confronti dell’ambiente circostante, dando vita a nuovi percorsi di significato o ad esplorazioni urbane che nascono attraverso il dialogo tra passato e presente e i continui rimandi tra opera e realtà generati nell’utente.

Tutti i materiali stampati riportano il qr-code che rinvia alla mappa digitale nell’intento di comporre un’esperienza cross-mediale coinvolgente indirizzata a un’utenza con preferenze di fruizione narrativa differenti. La crossmedialità, così come la scelta del formato della citazione (breve estratto di testo più immagine), contribuiscono a rendere più accessibile l’avvicinamento all’opera, portando a vantaggi in termini divulgativi senza però privare l’utente della possibilità di approfondire la complessità dell’universo tozziano grazie al sistema a rete che le collega e le contestualizza in una visione di più ampio respiro che si costruisce passo dopo passo.

Tutti i luoghi, i percorsi mappati, le immagini e le critiche all’opera sono state raccolte infine in un libro curato da Riccardo Castellana, Ilaria Muoio e Laura Perrini. L’edizione è distribuita liberamente nelle librerie e in altri luoghi della città, insieme al materiale divulgativo del progetto: cartoline e segnalibri tematici che ritraggono la Siena di Tozzi.

Il servizio progettato vuole essere un’opportunità per cittadini, studenti e turisti di intraprendere un viaggio culturale, a distanza o in loco, per vivere le suggestioni narrative offerte dalla scrittura di Tozzi e vedere luoghi e angoli della Siena di oggi e di allora con uno sguardo arricchito, a tratti deformato, dalla narrativa dell’autore. Un lavoro in progress che, sulla base dei feedback e delle esperienze degli utenti, potrà essere riprogettato e integrato con nuove funzionalità in modo da rendere il più completa possibile l’esperienza, spaziale ed emotiva, di questo viaggio ibrido tra reale e virtuale.

 

* Sara Ermini, laureata in Comunicazione persuasiva e nuovi media all’Università degli Studi di Siena dove, dal 2011, si occupa di user experience. Attualmente è tecnologa presso il DISPOC della stessa università dove segue progetti di ricerca legati all’intelligenza artificiale, alla realtà aumentata e alle infrastrutture del progetto del Dipartimento di Eccellenza.

 

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