Musei: chi riapre ora, quali sono le regole per visitatori e custodi

I primi luoghi di cultura e chiese monumentali al via in questi giorni. Il Mibact pubblica le “linee guida” per chi entra e per i lavoratori: il link

Assisi, sanificazione della basilica superiore di San Francesco. Foto Andrea Cova

Assisi, sanificazione della basilica superiore di San Francesco. Foto Andrea Cova

redazione 17 maggio 2020
Da lunedì 18 maggio i musei possono riaprire. “Possono” e non “devono”: molti ancora restano chiusi perché non sono in grado di garantire le misure di sicurezza al tempo del Coronavirus. D’altro canto attrezzarsi è difficile, per molti istituti, e ogni apertura prevede una sanificazione totale. Per inciso: oggi è la Giornata internazionale dei musei.

La formula “magica” prevede biglietti online quindi è obbligatorio prenotare, gli ingressi vanno separati dalle uscite e sono a numero chiuso, devono esserci pannelli in plexiglass per biglietterie e gli infopoint, i custodi devono avere mascherine e dispositivi di distanziamento.
Più sotto vi diamo alcune prescrizioni a cui i musei devono attenersi e che noi come eventuali visitatori dobbiamo conoscere. L’incognita principale è chi andrà a vedere quadri e sculture o reperti archeologici. Il segnale vuole essere di ripresa, anche psicologico, poiché resta prematuro contare sui turisti e, come avvertono più esperti, e alcuni governatori, il rischio di un’impennata di contagi non è affatto debellato.
Frattanto vi diamo in ordine sparso alcune raccolte e monumenti al nastro di partenza, ricordando che per i più il lunedì è il giorno di chiusura. Per ogni istituto controllate prima dai siti web. In ogni modo questo è un breve elenco certo incompleto.

Da lunedì 18
Riaprono al culto le basiliche papali, quindi anche San Pietro in Vaticano, sottoposta a un processo di sanificazione integrale. Sempre a Roma riapre la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea – Gnam di Valle Giulia con Biblioteca, Archivio bioiconografico e fondi storici aperti su prenotazione. Nel salone centrale la racconta propone "A distanza ravvicinata", con opere della collezione, e le mostre di Gregorio Botta, Maria Elisabetta Novello e Attilio Cassinelli. Per lettori e studiosi riapre anche la Biblioteca nazionale centrale.

Ad Assisi il frati del Sacro Convento hanno riaperto ai fedeli le Basiliche di San Francesco (la superiore e quella inferiore) e la tomba del santo mettendo adesivi sulle panche per mantenere le distanze e dando mascherine a chi non ne ha.

A Prato riapre il Museo di Palazzo Pretorio che e proroga la mostra “Dopo Caravaggio. Il seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito” al 6 gennaio 2021.

A proposito di chiese, a Venezia la basilica di San Marco riapre le porte per i fedeli. Per i musei è presto.

A Napoli riapre i cancelli il Real Bosco di Capodimonte, vale a dire il bel parco, mentre il museo nella reggia borbonica si potrà di nuovo visitare dal 2 giugno. Sempre da oggi ha riaperto i battenti la Cappella del Pio Monte della Misericordia (fissando per adesso l’ingresso gratuito), lo scrigno con “Le Sette Opere della Misericordia” di . Caravaggio.

Da martedì 19
Ancora Roma: arriva al nastro di partenza la Galleria Borghese , dove già si entrava solo su prenotazione, ammettendo 80 ingressi a turno invece di 400 circa prima del virus. Il museo delle arti del XXI secolo Maxxi va per gradi: martedì riapre la Biblioteca, frequentata da tanti ragazzi per studiare, e su prenotazione l’Archivio Arte e l’Archivio Architettura; per le mostre se ne parla a tappe con la rassegna su Gio Ponti da questo 22 maggio
Tra i musei comunali i Capitolini, il Museo di Roma a Palazzo Braschi (dove riprende la mostra su Canova) più il Palazzo delle Esposizioni che non è un museo ripartono per chi ha la card “Mic”, per tutti da giovedì 21.

A Milano i musei civici (tra cui il Museo del Novecento, la Galleria di Arte Moderna, il Museo archeologico, i Musei del Castello Sforzesco, il Mudec) in un primo programma avrebbero dovuto ripartire a giorni alterni da martedì 19. Per provare tutti i protocolli di sicurezza e sanificare appieno il Comune rinvia alla prossima settimana. Anche la Pinacoteca di Brera, che è statale, per il momento resta chiusa. 

Presso Torino, riparte il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea con le mostre "La collezione di Uli Sigg di arte contemporanea cinese", "Giorgio Morandi. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti", "James Richards. Alms for the Birds" e "Claudia Comte. Come crescere e avere sempre la stessa forma".

Ancora Prato: riapre il Museo del tessuto (il Centro Pecci e il Museo dell’Opera del Duomo da giovedì 21).
Va registrato che a Firenze restano provvisoriamente chiusi i musei comunali (da Palazzo Vecchio che fa 800mila ingressi l’anno al Museo del Novecento a quel tesoro che è il Bardini) e non per ragioni strettamente sanitarie: con il vuoto dei turisti il Comune ha un ammanco da 190 milioni e come ha detto il sindaco Dario Nardella non ci sono i soldi per riaprire. Gli Uffizi e altre raccolte statali garantiscono di arrivare a breve all'appuntamento.
Innovativa l’iniziativa dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze per i suoi monumenti, Duomo, Cupola del Brunelleschi, Battistero (per il campanile è già più complicato): ai turisti l’ente fornirà gratuitamente un piccolo dispositivo che segnalerà con un suono, vibrando e illuminandosi se la distanza minima con un altro visitatore viene superata. Il turista riconsegna il piccolo marchingegno che verrà sanificato prima di essere dato a qualcun altro. L’Opera avverte che è prima struttura museale al mondo a impiegare il dispositivo che si chiama Tag EGOpro Social Distancing.

Le regole anti Covid19 del ministero
Il Ministero dei beni e attività culturali e del turismo – Mibact ha inaugurato una nuova sezione “Musei&Covid19” sul sito della direzione generale dei musei con le linee guida da seguire perché le raccolte d’arte possano aprire.

Mibact, Musei&Covid19: clicca qui per il link

Con un linguaggio istituzionale, il sito a oggi, domenica 17, fornisce le “Linee guida per la riapertura dei musei e dei luoghi della cultura statali” (tipo biblioteche), cosa ha indicato il Comitato tecnico scientifico, una “Dichiarazione congiunta” che vale per garantire la sicurezza ai dipendenti ai visitatori e che scaturisce dal confronto con i sindacati.

Tenendo a mente che ogni prescrizione può essere cambiata dal corso degli eventi e della conoscenza sul virus, chiunque lavora nelle strutture del Mibact deve indossare dispositivi mascherine (quella dei dipendenti deve avere il marchio “CE) e guanti di lattice monouso; se c’è molto pubblico è obbligatoria anche la visiera protettiva trasparente.

Fuori i musei, biblioteche e luoghi della cultura devono avere pannelli o avvisi ben visibili sugli orari, su come entrare, quali norme e doveri devono rispettare visitatori e frequentatori di istituti. Obbligatori i dispenser di sapone antisettico, che vanno segnalati, il controllo che i visitatori abbiano mascherine e guanti in lattice monouso e, se non li hanno, vanno dati.

I luoghi con oltre 100mila persone l’anno dovranno avere termoscanner, gli altri o sistemi per rilevare la temperatura.

Gli ingressi vanno logicamente contingentati e possibilmente devono essere prenotato online. I musei devono anche organizzare percorsi di visite, fare pulizie accurate, ventilare i locali naturalmente.

I visitatori devono mantenere la distanza di almeno un metro e mezzo tra l’uno e l’altro; i custodi a voce e registrazioni trasmesse a orari regolari devono ricordarlo costantemente; negli ascensori viaggia una persona alla volta con obbligo di indossare le protezioni.