I dipendenti del museo Mart: via Sgarbi presidente per il video sul Coronavirus

Azione contro il critico che presiede l’istituto di arte di Rovereto e Trento. Lui minaccia querele, ma poi invita i lavoratori a prendere precauzioni, ferie e congedi

Vittorio Sgarbi nel video sul Coronavirus

Vittorio Sgarbi nel video sul Coronavirus

redazione 15 marzo 2020
Avrete forse presente che pochi giorni fa lo storico dell’arte, e deputato, Vittorio Sgarbi ha paragonato via video su Facebook il Coronavirus a un malanno poco più pesante di un raffreddore con frasi naturalmente poco rispettose (d’altronde è quanto gli garantisce notorietà mediatica e inviti continui in tv). Il proclama gli è valso una querela da parte degli scienziati che lui a sua volta querela: tanto il critico d’arte ferrarese non ha alcun problema nell’affrontare le spese per gli avvocati e spedire qualcuno in tribunale. In quel video dà dello “stregone” a Burioni e proclama sicuro che “non c’è nessun pericolo”: è su youtube, alla data del 15 marzo, e in fondo a questo articolo potete vederlo e giudicare voi stessi.

Tra le varie cariche che ricopre Sgarbi è presidente del Mart, valido Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, dove lo ha nominato la Provincia a guida leghista. Legittimamente perché vale il sistema dello spoil system. Sennonché nell’edificio progettato da Mario Botta e diretto Gianfranco Maraniello è successo qualcosa di inusitato nei confronti del parlamentare eletto nel 2018 nella lista Rinascimento: in seguito a quel video, alle molte contestazioni contro le sue frasi sul Coronavirus, 43 dipendenti del museo hanno scritto una lettera pubblica chiedendo, in soldoni, il suo allontanamento da presidente del Mart.

La lettera. Così hanno scritto tra l’altro i lavoratori giorni fa: “Nelle ultime ore da più parti sono state chieste le dimissioni del Presidente Sgarbi. Noi dipendenti del Mart riteniamo doveroso far sentire anche la nostra voce. Il museo pubblico dovrebbe porsi come centro identitario per la collettività, spazio di etica e inclusione, e le sue azioni dovrebbero essere portate avanti con senso di responsabilità. Riteniamo che al presidente di un’istituzione culturale sia richiesto rispetto per le regole, decoro, sobrietà, secondo quei compiti di rappresentanza che il suo ruolo impone. In questi anni abbiamo lavorato instancabilmente, con dignità e senso del dovere alla costruzione di un museo solido, autorevole, coraggioso. Vorremmo continuare a farlo. E vorremmo farlo con un direttore e una programmazione certa, di medio e lungo periodo, attualmente disattesa. Per questo chiediamo al Presidente Fugatti, all’Assessore Bisesti e alla Giunta della Provincia autonoma di Trento di metterci nelle condizioni di lavorare ancora nel migliore dei modi, nel rispetto del regolamento statutario del museo, dei suoi organi, dei suoi dipendenti e collaboratori e degli indirizzi politici e amministrativi del Trentino”. Sull’argomento è partita anche una petizione anti-Sgarbi al Mart su change.org.

Saputo di quanto accade a Rovereto, l’associazione Piazza Verdi di Ferrara ha lanciato un appello affinché il Comune, ora a guida centro destra, tolga al critico d’arte la carica di presidente di Ferrara Arte sempre a causa di quel video.

Sgarbi, ha riferito il quotidiano Dolomiti, ha detto di aver firmato, per l’emergenza del Coronavirus, una “querela/denuncia contro il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei Ministri, testate giornalistiche, radiofoniche e televisive ed altri per false comunicazioni, abuso della credulità popolare, procurato allarme ed altro”.
Inoltre più media riportano che, alla richiesta di dimissioni dei dipendenti del Mart, il critico ha risposto con una minaccia di querela a chi ha firmato quel documento. Salvo poi compiere una mossa da presidente del museo che in apparenza contraddice il suo stesso video: come riferisce il Giornaletrentino.it, Sgarbi ha inviato una lettera a tutti i lavoratori del Mart dove li invita a prendere ferie, permessi, congedi, dove li esorta a ridurre gli orari in sede e a rispettare le misure di prevenzione. Contro cosa? Il Coronavirus.

Questo ingranaggio mediatico ha un punto debole di cui anche questa notizia fa purtroppo parte. Di tanti attacchi e polemiche, v’è da scommetterci, Sgarbi non se curerà molto. Forse, al contrario, ne sarà felice. Il critico d’arte ottiene quanto vuole:  l’attenzione mediatica costante gli assicura ulteriori inviti in tv o in radio dove lo chiamano proprio perché sanno e sperano che attacchi qualcuno verbalmente, anche con parole offensive, qualunque sia l’argomento, d’arte o meno. Che sia perché ha un ego straripante oppure per altre ragioni, di sua volontà non si fermerà.