Morto Natalini, architetto del “Superstudio”, di musei e centri commerciali

Il progettista ha realizzato il Museo del Duomo e il polo delle scienze sociali a Firenze, ha lavorato molto in Germania e Olanda. Boeri: “Un pensiero creativo dirompente”

Il polo delle scienze sociali a Firenze dello studio Natalini Associati. Foto Wikipedia

Il polo delle scienze sociali a Firenze dello studio Natalini Associati. Foto Wikipedia

redazione 23 gennaio 2020
L’architetto Aldolfo Natalini è morto a 79 anni a Firenze. Come riportano i necrologi, fu tra i fondatori del “Superstudio” con Cristiano Toraldo di Francia: immaginava una “architettura radicale”, visionaria e fantascientifica a fine anni ’60 e inizio anni ’70, impossibile da costruire ma che ha fatto storia ed è documentata in istituzioni come il Museo of Modern Art - MoMA di New York, l’Israel Museum di Gerusalemme, il Deutsches Architekturtmuseum di Francoforte sul Meno, il Centre Pompidou (il Beaubourg) di Parigi.

Come progettista Natalini è intervenuto in più centri storici italiani ed europei. Nato a Pistoia nel 1941 e laureato a Firenze nel 1966 dove ha esercitato, Natalini ha avuto uno stile di edifici che rivisitavano lo stile classico, richiamavano anche forme tradizionali: suo è per esempio il nuovo Polo universitario delle scienze sociali nel nuovo quartiere di San Donato a Firenze Novoli; tra i suoi lavori principali e più riusciti il progettista annovera, con lo studio fondato nel 1991 Natalini Architetti, lo spettacolare Museo del Duomo di Firenze inaugurato nell’ottobre del 2015 con una replica della fascia inferiore della facciata della cattedrale in un vasto salone.
Sempre nel capoluogo toscano, dove ha operato moltissimo, l’architetto ha firmato il Teatro della Compagnia, il Museo dell’Opificio delle pietre dure e, nelle vicinanze, l’enorme centro commerciale dei “Gigli” di Campi Bisenzio, vicino a Prato.

Sono suoi e del suo studio il Polo universitario a Porta Tufi a Siena, la banca di Alzate Brianza e il Centro elettrocontabile di Zola Predosa. L’architetto con il suo studio ha progettato molto in Germania: ha progettato il Romerberg e una la casa in Saalgasse a Francoforte, la ricostruzione della Waagstraat a Groningen, la Dorotheenhof sulla Manetstrasse a Lipsia, mentre in Olanda ha firmato la Muzenplein a l’Aja, Het Eiland a Zwolle, Haverlej a Den Bosch.

Da architetto Stefano Boeri su Facebook lo ricorda come “autore instancabile di un pensiero creativo dirompente. Nel 1966, con Cristiano Toraldo di Francia e altri amici fondò Superstudio, innestando la cultura Pop nell’architettura e perturbando l’Accademia italiana del progetto: da allora nulla fu più lo stesso”.

Natalini ha insegnato alla facoltà di architettura di Firenze, era membro onorario del Bda (Bund Deutscher Architekten) e del Faia (Honorary Fellow American Institute of Architects), accademico dell'Accademia delle arti del disegno di Firenze, dell'Accademia di belle arti di Carrara e dell'Accademia di San Luca.