Da Tognazzi capo Br alla finta “Repubblica”, i geni del “Male” in mostra

Al centro Wegil di Roma disegni e storia della rivista che pubblicò perfette prime pagine contraffatte e fece infuriare molti politici e direttori

Andrea Pazienza: la redazione del Male alla mostra a Wegil, Roma

Andrea Pazienza: la redazione del Male alla mostra a Wegil, Roma

redazione 12 novembre 2019
Dal 1978 al 1982 un giornale interpretò perfettamente i tempi cupi e il ripiego collettivo dalla politica con spirito irridente mettendo alla berlina tutto e tutti, perfino i temi sacri: il Male. Il giornale di satira pubblicò “falsi” clamorosi : Ugo Tognazzi arrestato e in manette come vero capo occulto della Brigate rosse in una prima pagina perfettamente riprodotta di Paese Sera, della Stampa, del Giorno; “Lo Stato si è estinto” in una altrettanto credibile (graficamente) prima pagina contraffatta di Repubblica nel maggio 1978 … Una mostra quanto mai benvenuta per esercitare la risata e l’ironia nei nostri tempi ancora più cupi e minacciosi racconta quella folle avventura editoriale: “Gli anni del Male 1978-1982. Quando la satira è diventata realtà” in corso fino al 6 gennaio 2020 allo spazio WeGil nell’edificio razionalista in Largo Ascianghi a Roma tra Porta Portese e viale Trastevere.

Come ricorda Wikipedia la rivista arrivò a vendere 140mila copie: fu fondata da Pino Zac che diresse i primi tre numeri e poi guidata fino alla chiusura da Vincino. Come rievocano i pannelli dell’esposizione, al Male disegnatori, scrittori e grafici si facevano venire in mente le idee più folli ed erano scatenati. Anche se pure quei tempi avevano ombre minacciose: erano ancora gli anni di piombo, del terrorismo, nel 1978 fu rapito Moro, il terrorismo nero non restava a braccia conserte, emerse lo scandalo della P2… Ma quei buontemponi geniali non praticavano solo l’attività di stampa: i campioni della satira mettevano in atto happening spiazzanti ed esilaranti. Ad esempio ai giardini del Pincio a Roma piazzarono con tanto di cerimonia e discorso celebrativo di Roberto Benigni un busto di Andreotti, allora e ancora a lungo l’uomo davvero più potente della politica, eseguito da un artigiano su disegno di Angese e di Vincino. Accorsero i carabinieri per sequestrarlo, solo che era un busto davvero di marmo e i carabinieri, quando lo presero, quasi stramazzarono al suolo perché pensavano fosse finto …

Più d'uno si infuriava. Alessandro Schwed (in arte Jiga Melik) ha ricordato come la prima pagina contraffatta di Repubblica provocò una telefonata furibonda del direttore Eugenio Scalfari al quale rispose dicendo che, per quanto ne sapesse, la Repubblica italiana aveva un presidente, l’Italia aveva avuto dei re, ma mai un direttore …

Il caso Moro. Tragico e comico vanno spesso insieme. E Talvolta la satira aveva un risvolto tragico. Vincino, uno dei disegnatori e ideatori, in un pannello ripreso dal volume sulla storia del Male pubblicato da Rizzoli, ricorda i giorni del rapimento di Aldo Moro: “Di quel periodo ricordo la nostra incapacità di accettare il ricatto ipocrita dell’“O con lo Stato o con le Br”. Sembrava che non ci fosse altra scelta, che a nessuno interessasse la vita di quell’uomo, messa seriamente a rischio giorno dopo giorno, o meglio che nessuno vedesse in Moro una persona in carne e ossa, ma solo un rappresentante delle istituzioni che doveva essere pronto al sacrificio, accettare il suo destino. Noi del MALE invece eravamo per la trattativa, per la liberazione e sostenevamo a nostro modo quest’uomo, cercando di strapparlo al ruolo che partiti, media e opinione pubblica gli avevano cucito addosso. Ecco il perché del nostro poster “Scusate, abitualmente vesto Marzotto”: quando spunta la celebre foto di Moro in camicia, con la bandiera delle Br alle spalle, noi non la interpretiamo come il santino di un martire, ma come la disperata lotta di un uomo che non vuole diventare un simbolo, di un uomo che vuole restare un uomo, sfuggendo all’inquadramento a cui volevano costringerlo”.

La mostra sugli anni del Male, promossa dalla Regione Lazio e organizzata da Manafilm con LazioCrea, è curata da Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia e Carlo Zaccagnini con Vincino Gallo: vi hanno collaborato Rai Teche, Luce Cinecittà e Radio Radicale.
Martedì 3 dicembre al centro Wegil alle 18 si tiene l’incontro Dai falsi del “Male” alle fake news con Franco Berardi - “Bifo”, Eugenio Lo Sardo, Andrea Purgatori, Claudio Strinati e Maurizio Torrealta.